Sanità

giu152016

Promemoria cartaceo. Assofarm: sì all'abolizione. Federfarma: ricadute su farmacisti e pazienti

Promemoria cartaceo. Assofarm: sì all’abolizione. Federfarma: ricadute su farmacisti e pazienti
L'eliminazione del promemoria cartaceo in Veneto continua a essere al centro di un acceso confronto nato da una critica da parte dei sindacati medici alla posizione contraria di Federfarma Veneto rispetto al Protocollo d'Intesa con la Regione che la stabilisce, sul tema ora anche Assofarm e Farmacieunite da una parte e Federfarma nazionale dall'altra esprimono i propri punti di vista. Con un comunicato il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi ha sottolineato che «non è possibile frenare il progresso e l'innovazione» ricordando che le «Farmacie comunali hanno sin dal primo momento collaborato per giungere, in tempi brevi, alla completa dematerializzazione della ricetta cartacea».

Assofarm, «che con Farmacieunite partecipa attivamente e in modo costante alla definizione del progetto, cosi come riconosciuto dalle sigle rappresentative dei medici di base» fa sapere che intende «incontrare le rappresentanze dei medici per riflettere e discutere su un ottimale rapporto fra i medici ed i farmacisti, nell'esclusivo interesse dei cittadini». Le due sigle ritengono che «la collaborazione con i medici, nel rispetto delle competenze, sia indispensabile» e in una nota Farmacieunite sindacato indipendente nato in Veneto, sottolinea che «appare quanto mai strano notare che, poco più di un mese fa veniva sbandierato un protocollo d'intesa tra Federfarma a livello nazionale e Fimmg e, dopo pochi giorni, si arrivi a contrapposizioni come quella a cui stiamo assistendo».

Immediata la replica di Federfarma nazionale sul bollettino ufficiale del sindacato: «Quella che Gizzi chiama la "completa" dematerializzazione della ricetta cartacea» dice la presidente nazionale Annarosa Racca «si concretizzerebbe soltanto negli ambulatori, dove non si stamperebbe più il promemoria. Ma non nelle farmacie, dove si dovrebbe cominciare a usare la carta per attaccare le fustelle». E aggiunge: «Se l'operazione passasse così com'è congegnata oggi, le farmacie dovrebbero sopportare un appesantimento di costi e burocrazia mentre gli assistiti patirebbero un allentamento delle garanzie su privacy e dispensazione». A rinforzare la posizione di Federfarma le spiegazioni di Gianni Petrosillo, amministratore delegato di Promofarm sulle ricadute sui pazienti: «In caso di inaccessibilità al Sar da parte della farmacia per problemi tecnici» si legge sul bollettino «il progetto ipotizza come contromisura l'accesso al fascicolo sanitario elettronico tramite dispositivo mobile oppure attraverso un call center. Nel primo caso la soluzione è quasi inesistente, perché se il Sar è offline via Adsl lo è anche via "mobile"; nel secondo, invece, si innescherebbero problemi di sicurezza per il cittadino e di responsabilità professionale».


Simona Zazzetta
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