Sanità

feb92017

Promemoria cartaceo, Muschietti: non tutela privacy né fatturato

Promemoria cartaceo, Muschietti: non tutela privacy né fatturato
«Con l'abolizione del promemoria cartaceo in Veneto facciamo un passo avanti tutti: cittadini, medici di famiglia e farmacie. Credo che nella posizione di chi difende la carta a tutti i costi ci sia solo una piccola parte di verità oggettiva». Franco Gariboldi Muschietti presidente di Farmacieunite, sindacato di farmacisti presente in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna che ha aderito alla sperimentazione sulla ricetta dematerializzata nella prima regione, smonta le argomentazioni secondo cui il promemoria sarebbe uno svantaggio sia per i farmacisti sia per i pazienti, non tutelando da una parte la realtà sul numero di medicinali dispensati e dall'altra la privacy del cittadino.

Uno degli argomenti più importanti per sostenere la conservazione del promemoria sul quale apporre le fustelle è che il dato cartaceo d'incasso risulterebbe spesso superiore a quello spedito da Sogei e sulla cui base è calcolata la retribuzione della farmacia per i medicinali a carico Ssn. «In realtà - spiega Gariboldi Muschietti - posto che la sperimentazione in Veneto è partita da poco più di un anno, su un volume di 40 milioni di ricette solo lo 0,028 per mille è stato oggetto di contestazione; con la ricetta rossa era peggio». Secondo problema, la privacy del paziente. Anche il Garante -ripreso da un position paper Federfarma-Fimmg in Umbria e da Federfarma nazionale- nella relazione dell'anno scorso, pone come unica modalità "a prova di riservatezza" il rilascio della stampa della prescrizione da parte del medico di famiglia al paziente e da quest'ultimo al farmacista di fiducia. Sullo stesso progetto veneto Federfarma ha espresso perplessità. «In realtà quando il paziente ci presenta la tessera sanitaria o l'app sul telefonino che permette di richiamare la prescrizione, leggiamo solo i farmaci prescritti nell'occasione dal mmg e ancora non dispensati, un'attività per la quale in cittadino nel dire sì al suo medico per il trattamento dematerializzato, ha dato il consenso», afferma Muschietti.

«Ma il sistema è maneggevole anche per il farmacista: se il medico - poniamo - ha prescritto un dosaggio sbagliato il software lo blocca. Con questa innovazione tra l'altro probabilmente non vedremo più la Commissione per la verifica degli errori in ricetta. L'unico vero problema sono gli sporadici blocchi del sistema, l'ultimo ­- il 16 giugno 2016 - è stato per un fulmine caduto sula centralina dell'Ulss, un evento fortuito: lì ci ha salvati la carta. Tutto sommato vedo molti più pro che contro, e credo che a favore del promemoria giochino al 10% disagi veri e al 90% una posizione politico-sindacale ostile alla sperimentazione». Al progetto "Ecofarmacie" hanno aderito gli esercizi iscritti a Farmacie Riunite, più le farmacie venete di Assofarm e farmacie di Federfarma a Verona. Non ha aderito Federfarma Veneto.

«In tutto hanno detto sì 350-400 farmacie su un totale di 1300, quasi una su tre - conferma Gariboldi Muschietti - ma resta sia tra i farmacisti sia nella base dei sindacati dei medici di famiglia una certa ritrosia; tra l'altro, l'adesione alla sperimentazione è per ora volontaria. Qualcuno si trova bene, altri sono più scettici sull'aggiornamento del gestionale, altri ancora contestano senza sapere come funzioni realmente il sistema: noi abbiamo ravvisato l'importanza del progetto e della nostra partecipazione. Beninteso, restano aree non coperte dalla rete Adsl, ma c'è l'impegno della Regione per una copertura a spese proprie. Noi chiediamo inoltre un riconoscimento per le farmacie che hanno prestato il loro contributo al consorzio Arsenàl e alla Regione».


Mauro Miserendino
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