farmaci

giu122013

Psicofarmaci, consumi in adolescenti inferiori a dati Espad

giovani

I risultati del rapporto italiano del progetto Espad sui consumi di psicofarmaci negli adolescenti, stimati all’8%, contrastano con quelli relativi alle prescrizioni effettuate, aggiornati annualmente, nettamente più bassi. A sottolinearlo è Maurizio Bonati, capo del Dipartimento igiene pubblica dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri in un comunicato congiunto con la Società italiana di neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’adolescenza (Sinpia). La nota chiarisce, infatti, che, mentre dall’indagine Espad condotta su campione emerge che l’8% degli studenti intervistati ha utilizzato almeno una volta psicofarmaci dopo prescrizione medica, i dati sulle prescrizioni attestano all’1,5% la quota di adolescenti di età 15-16 anni che hanno ricevuto una o più prescrizioni di psicofarmaci nel corso della loro vita. «Questa stima» spiega Bonati «è pressoché costante nel corso degli ultimi anni. Il tasso dell’1,5% è considerevolmente inferiore all’8% del Rapporto. Sebbene l’1,5% possa essere considerato come sottostimato, poiché alcune classi di psicofarmaci non sono rimborsati dal Servizio sanitario nazionale e quindi non sono contemplati nelle analisi, è tuttavia difficile giustificare tale divario». La divergenza tra i dati, si legge nella nota, dipende dal diverso strumento d’indagine: «Le banche dati di prescrizione forniscono dati solidi sul numero di farmaci prescritti dal medico sul ricettario del Ssn e di pazienti che hanno acquistato il farmaco prescritto».  Un'indagine campionaria, come quella del rapporto Espad, spiega Bernardo Dalla Bernardina, presidente della Sinpia, «fornisce informazioni sul consumo dei farmaci anche di quelli assunti senza il consiglio del medico. Questo tipo di studi sono però gravati da alcuni limiti, tra cui la capacità della persona intervistata di ricordare che cosa ha assunto, e la comprensione e interpretazione delle domande». Occorre maggiore cautela nell'interpretazione dei risultati, conclude il comunicato, pur sostenendo la necessità che il Ministero della Salute e l'Agenzia Italiana del Farmaco promuovano sistemi di sorveglianza attiva e di programmi finalizzati al monitoraggio della prescrizione di psicofarmaci a bambini e adolescenti. (S.Z.)


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