Sanità

nov82017

Punteggio rurali, emendamento riproposto in Ddl Bilancio. Obiettivo: accelerarne approvazione

Punteggio rurali, emendamento riproposto in Ddl Bilancio. Obiettivo: accelerarne approvazione
È vero che un emendamento sul punteggio della ruralità nel concorso straordinario era stato già presentato nel Ddl Lorenzin e aveva ricevuto l'ok della Camera, ma manca ancora il passaggio in Senato, e attualmente l'attività è concentrata sulla Legge di Bilancio - che da oggi è all'esame in sede referente della commissione Bilancio del senato - con tutto il resto in coda. Anche perché il Ddl Bilancio dovrà essere approvato dal Parlamento (con eventuali modifiche) entro il 31 dicembre. E, come se non bastasse, su tutto pende anche il rischio che la «legislatura termini prima». È questa la preoccupazione che ha portato alcuni senatori - Molinari (primo firmatario), Bencini e Maurizio Romani - a riproporre nel Ddl Bilancio l'emendamento Occhiuto (Art. 16 bis del Ddl Lorenzin) finalizzato a fare chiarezza sull'attribuzione della maggiorazione per chi ha prestato esercizio in farmacia rurale nel concorso straordinario. Il contenuto, da quanto si apprende, è di fatto lo stesso: «Il punteggio massimo» recitano entrambi «di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, 30 marzo 1994, n. 298 è da intendersi comprensivo dell'eventuale maggiorazione prevista dall'articolo 9 della legge 8 marzo 1968, n. 221». A chiarire la ratio della riproposizione dell'emendamento è la relazione tecnica dove si legge infatti che il ddl Lorenzin, «per diventare definitivamente legge dello Stato, dovrà ritornare per l'approvazione al Senato e questo potrà avvenire solo al termine della fine della sessione di bilancio e sempre che la legislatura non termini prima. Alla luce di quanto sopra detto, appare opportuno, stante la necessitaÌ e l'urgenza per come valutata dall'esecutivo, pertanto, di inserire all'interno della legge di bilancio la disposizione che già stata approvata con l'art. 16bis, che introduce una interpretazione autentica alla normativa de quo». Il «contenzioso amministrativo imponente, sia avanti i TAR competenti che al Consiglio di Stato in sede di gravame» che si è sviluppato, deriva infatti da «una non chiara interpretazione dell'art. 9 della legge 8 marzo 1968, n. 221, in combinata lettura con il regolamento recato nel Dpcm 30 marzo 1994, n. 298, che eÌ da ritenersi modificativo della disciplina recata dalla predetta legge, in quanto attuativo della successiva legge 8 novembre 1991, n. 362 (art. 4, comma 9)» e sta ritardando le procedure del concorso. Quasi tutte le regioni sono «pervenute alle fasi conclusive» e si stanno creando «non pochi problemi di attribuzione della relativa titolarità». Non solo: ci sono questioni anche economiche: questa situazione «ha messo in pericolo le esigue risorse disponibili dei giovani farmacisti non titolari, cui la ratio normativa del provvedimento legislativo istitutivo delle anzidette procedure concorsuali del 2012 faceva maggiore ed esclusivo riferimento». Giovani concorrenti che «sono risultati vincitori nelle diverse graduatorie dei relativi concorsi e che hanno provveduto ad aprire e rendere funzionanti le farmacie loro assegnate, delle quali si rischierebbe la chiusura in conseguenza di decisioni amministrative ad essi sfavorevoli, sottoposte ad appello avanti il Consiglio di Stato».
Da qui «la necessitaÌ di una interpretazione autentica della volontà del Legislatore, ora per allora, allo scopo di rendere giustizia all'efficacia ma soprattutto alla corretta applicazione di tutte le norme che disciplinano la materia, soprattutto di quelle che appaiono confliggenti con quelle preesistenti, tanto da generare decisioni giurisdizionali rese possibili, esclusivamente, a causa dell'assenza del necessario coordinamento relativo».
Se il Ddl Bilancio sia la sede giusta - anche dal punto di vista della pertinenza dei contenuti -, lo si vedrà strada facendo. Intanto, per quanto riguarda i prossimi step del dispositivo, la Commissione riferirà all'Assemblea nel pomeriggio di martedì 21 novembre, fino a sabato 25, se necessario. Gli emendamenti al disegno di legge di bilancio dovranno essere presentati all'Assemblea entro le ore 18 di lunedì 20 novembre.

Francesca Giani
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