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gen92019

Quota 100, possibile riscatto laurea tra le linee del decreto

Quota 100, possibile riscatto laurea tra le linee del decreto
Anche se sono sottoposte ancora a qualche aggiustamento, le linee della pensione a quota 100 sembrano per lo più tracciate e la bozza di decreto circolata in questi giorni, nella quale è contenuto anche il reddito di cittadinanza, potrebbe essere sottoposta al vaglio del Consiglio dei ministri dopo domani o settimana prossima. Intanto, rispetto alla platea potenziale di 430 mila dipendenti - coloro che quest'anno avranno almeno 62 anni di età e 32 di contributi -, i tecnici, in conseguenza dei paletti inseriti, prevedono un utilizzo dello strumento da parte di circa 315 mila persone - di cui il 40% dipendenti pubblici -, permettendo di mantenersi in linea con lo stanziamento di 3,9 miliardi di euro. Ma, all'articolo 22, sono previste modalità di utilizzo di Quota 100 come una sorta di scivolo per favorire la fuoriuscita anticipata dei lavoratori, fino a tre anni prima (a 59 anni, con 35 di contributi).

Per quanto riguarda i paletti inseriti, il primo, già anticipato, è il meccanismo delle finestre: trimestrali per i dipendenti privati e semestrali per quelli pubblici, con i primi assegni, quindi, rispettivamente, ad aprile e a luglio. A costituire un freno nelle adesioni sarà, poi, il divieto di cumulo con altri redditi da lavoro, che sia dipendente o autonomo, superiori a 5mila euro l'anno. Una misura valida fino al raggiungimento dei 67 anni di età e che potrebbe scoraggiare chi pensava di continuare a lavorare con attività di consulenza.

Ma, secondo quanto emerge, a rappresentare un elemento su cui riflettere è il fatto che prima si lascia il lavoro, più leggero sarà l'assegno, anche se, in realtà, va considerato che lo si percepirà per un periodo più lungo. Questo non perché sia prevista una specifica penalizzazione per chi si ritira in anticipo: uscendo prima, non solo si avranno meno anni di contributi, ma il coefficiente di calcolo applicato, legato all'età, darà un esito meno favorevole, in ragione del fatto che il montante pensionistico andrà spalmato, appunto, per più anni.

Su quanto ammonti la riduzione, a fare i conti è direttamente l'ufficio parlamentare di Bilancio, secondo cui il taglio all'assegno potrebbe essere di circa il 5% per un anno di anticipo e arrivare fino al 30% se si va oltre i quattro anni. Anche se, considerando il periodo di tempo più lungo durante il quale si percepirà la pensione rispetto a chi non esce prima, la riduzione è ricalcolata nello 0,22% per un anno di anticipo.

A ogni modo, un aspetto importante, che potrebbe determinare un interessamento allo strumento da parte delle aziende, è la previsione, in presenza di accordi sindacali che implichino anche nuove assunzioni, di un anticipo dell'uscita dal lavoro fino a tre anni prima, con 59 anni di età e 35 di contributi. In questo modo, quota 100 può rappresentare una sorta di scivolo per pre-pensionamenti. Con un ulteriore incentivo: le aziende possono versare al posto dei lavoratori i contributi per il riscatto della laurea, con la possibilità per l'impresa di dedurre gli oneri dal reddito. Quota 100 è prevista, a ogni modo, per il triennio 2019- 2021.

Francesca Giani
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