Politica e Sanità
07 Febbraio 2017Sarà sinergia tra il tavolo della Sifo e quello del Mise: due tavoli con due storie diverse ma con molto da spartire, a partire dalla composizione o forse si potrebbe dire quasi "sovrapposizione" delle società che collaborano in entrambe i tavoli, fino ad arrivare al tema di discussione in entrambe le sedi: la revisione del pht e tutto ciò che concerne la distribuzione diretta e per conto, con lo scopo, specialmente per il tavolo del Mise, di trovare una quadra che soddisfi tutti gli attori della filiera, le istituzioni e i cittadini. Il tavolo Sifo avrà un ruolo più tecnico e produrrà materiale che verrà poi esaminato dal tavolo del Mise che, dal canto suo, avrà un ruolo più decisionale. Questo ciò che emerge dalla disamina fatta ieri durante gli incontri che si sono succeduti nel pomeriggio. «Può essere una buona opportunità quella di distinguere i due tavoli attribuendo ad uno la paternità dell'individuazione dei problemi e la loro possibile risoluzione per poi affrontarli in maniera più coordinata da un punto di vista politico al tavolo del Mise dove siedono anche le Regioni» afferma il presidente di Federfarma Servizi Antonello Mirone parlando con Farmacista33.
Se il primo dei due incontri di ieri, quello del tavolo Mise, si era concluso con la decisione di creare una sottocommissione per lo sviluppo di un documento condiviso da presentare in plenaria il 2 marzo, la soluzione sembrerebbe essersi presentata automaticamente durante l'incontro successivo, quello del tavolo della Sifo, il cui «primo obiettivo, ora, portare al tavolo del Mise una proposta di studio mirato ad approfondire il tema della distribuzione per conto e diretta dal punto di vista della sostenibilità del sistema», spiega a Farmacista33 il presidente Sifo Marcello Pani. Le novità principali? Essenzialmente due: la prima è che lo studio sarà super partes, la seconda è che le tempistiche prefissate sono brevi. «Metteremo a disposizione di Aifa e delle Regioni questo lavoro che potrà servire poi per declinare Regione per Regione un'adeguata scelta politica che, forse, sarà dettata anche da situazioni geografiche diversificate: ci sono Regioni con numerosi centri montani dove gli ospedali sono molto disagiati rispetto alla vicinanza del cittadino. I risultati dello studio permetteranno al decisore politico di adottare la soluzione migliore per il proprio territorio. Fino ad ora sono state fatte scelte anche su base empirica, forse mettere a disposizione un po' di numeri con rigore scientifico può aiutare a prendere le scelte più adeguate».
I partecipanti al tavolo della Sifo si sono dati tempo una settimana per raccogliere tutti i lavori pubblicati e commissionati dalle diverse Società sul tema "diretta e dpc" negli ultimi 5 anni, dopodiché l'Istituto di economia Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa individuerà degli elementi oggettivi su cui poi impostare lo studio. La ricerca dovrà presentare un campione significativo dal punto di vista dell'estensione territoriale e sarà dunque su base nazionale, mentre dal punto di vista dei contenuti, verrà tenuto conto di tutti gli aspetti presenti anche nei diversi studi già fatti, che verranno analizzati. «Allo studio parteciperanno anche i cittadini con Cittadinanzattiva e quindi davvero ci sono tutti gli stakeholder interessati nella filiera al tavolo che stiamo rappresentando - commenta Pani - Nel tavolo Sifo la scuola superiore Sant'Anna farà un po' da guida metodologica di questo approfondimento che andremo a fare tutti insieme e ci avvarremo anche di Ims Health Quintiles come banca dati».
Più scettica sulla collaborazione sembrerebbe essere Federfarma: «Bisognerà vedere la compatibilità dei due tavoli per quanto riguarda i tempi», afferma Alfonso Misasi, Segretario nazionale Federfarma. Sulla revisione del pht, un grande lavoro era già stato fatto in maniera congiunta da Sifo e Federfarma nel 2015, «il lavoro sulle liste favorirà una maggiore omogeneità di accesso dei farmaci ai cittadini nelle diverse Regioni, se questa lista viene approvata da Aifa è chiaro che le Regioni la dovranno recepire in qualche modo. Per uno stesso farmaco non è giusto che l'accesso sia diverso da una Regione all'altra», conclude Pani.
Attilia Burke
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