Sanità

mag202013

Racca, sui test genetici i pericoli maggiori vengono dalla rete

«Sui test genetici per scoprire la predisposizione a una malattia si sta creando molta confusione e questo non fa bene a nessuno». È l’opinione della presidente di Federfarma Annarosa Racca sui controversi kit per l’analisi del Dna, sempre più diffusi e facilmente reperibili

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«Sui test genetici per scoprire la predisposizione a una malattia si sta creando molta confusione e questo non fa bene a nessuno». È l’opinione della presidente di Federfarma Annarosa Racca (foto) sui controversi kit per l’analisi del Dna, sempre più diffusi e facilmente reperibili. «La genetica è scienza molto seria – specifica la dottoressa Racca – e può fornire risultati utilissimi nell’ambito della prevenzione e delle cure con i trattamenti terapeutici più appropriati, ma il “fai da te” sollecitato da motivazioni prettamente commerciali è pericoloso, serve solo a creare ansie e false aspettative nel cittadino e business in chi lo promuove». Oggi molti farmaci vengono acquistati direttamente attraverso Internet, e anche in questo caso si tratta di un comportamento particolarmente rischioso. «Un grande pericolo – conferma la presidentessa di Federfarma - è costituito dalla rete perché molti siti diffondono informazioni false o fuorvianti per vendere prodotti, magari provenienti da Paesi lontani dove sono commercializzati grazie a normative meno severe delle nostre». La farmacia offre garanzie di tutt’altro genere e il cittadino vi può trovare informazioni qualificate e prodotti più sicuri e Racca sottolinea che, rispetto ai kit acquistabili in rete, «è diverso il caso di quei test genetici che hanno ottenuto validazione scientifica dalle autorità sanitarie, sono venduti in farmacia e nei canali ufficiali, accompagnati dalle informazioni necessarie a comprendere i risultati di tali test». Anche in questo caso, tuttavia, è importante usare una grande attenzione e chiedere il consulto di un esperto: «la scoperta di essere geneticamente predisposti a una malattia può anche suscitare preoccupazioni eccessive perché la predisposizione costituisce solo una probabilità dell’insorgenza della patologia, e non una certezza. Inoltre chi ha effettuato il test, in assenza di dialogo con un esperto, può sottovalutare l’importanza di stili di vita che contrastano l’eventuale predisposizione, pensiamo per esempio al diabete. Perché mantenere la salute in parte dipende molto anche da noi e dai nostri comportamenti a cominciare da una alimentazione variata, una regolare attività sportiva, la rinuncia al fumo».


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