FITOTERAPIA

nov52013

Raffreddore: da Cochrane valutazioni di efficacia di rimedi alternativi

La Cochrane ha revisionato centinaia di studi per definire l'efficacia dello zinco, dell'Echinacea, del Pelargonium Sidoides e degli integratori di vitamina C

Il raffreddore è l’infezione virale più comune al mondo. Pur non necessitando di una terapia farmacologica specifica, si stima che nei soli Usa vengono spesi ogni anno circa 400 milioni di dollari in farmaci sintomatici. Tra questi compaiono purtroppo anche gli antibiotici. A questo punto viene spontaneo domandarsi perché i medici non ricorrano ai più economici rimedi alternativi. Forse perché non esistono prove di efficacia evidenti? È una domanda che si è posta anche la Cochrane revisionando centinaia di Rtc a riguardo. Secondo i dati emersi sembra che lo zinco (Zn) assunto nelle prime 24 ore dalla comparsa dei sintomi possa ridurre la durata del raffreddore nell’adulto e nel bambino. La posologia ottimale nell’adulto è di almeno 75 mg/die di Zn veicolato in pastiglie orosolubili o compresse. In farmacia è possibile preparare in forma officinale le compresse di ZnSO4 e dispensarle in regime S.O.P. (FUI XII). Nei bambini (1-10 anni) è preferibile invece utilizzare lo sciroppo edulcorato di Zn, esente dai possibili effetti avversi (gusto cattivo, nausea), ad una dose di 15 mg/5 ml/die. La stessa dose può essere protratta a scopo profilattico per 5 mesi consecutivi riducendo l’incidenza della malattia. Durante la fase acuta è possibile alleviare i sintomi nel bambino anche con alcuni rimedi naturali come il miele e l’unguento balsamico per frizioni. La Cochrane ha poi proseguito la revisione toccando il settore della fitoterapia. Oltre l’Echinacea è stata presa in esame anche un'altra pianta, il Pelargonium Sidoides, una geraniacea originaria dal Sud Africa. Dalla sua radice si estrae una tintura alcolica che sembra possa ridurre la severità e la durata dei sintomi da raffreddore nell’adulto. I dati sono tuttavia ancora insufficienti per ascriverla a “evidence based medicine”. Tra l’altro si tratta di una pianta inserita nella lista negativa Ministeriale, quindi non può comparire negli integratori erboristici. Per ciò che riguarda invece l’utilizzo a scopo profilattico dell’aglio e della vit.C nell’adulto, sembrerebbe che solo la vit.C può risultare efficace nel ridurre la durata e la gravità dei sintomi se assunta giornalmente. Il farmacista può produrre e dispensare in regime S.O.P. sia la vit.C officinale in compresse (FUI XII) sia un integratore erboristico a base di Acerola, Rosa canina o Camu camu, notoriamente fonti naturali di ac. ascorbico (1)

Angelo Siviero
Farmacista esperto in fitoterapia e galenica
info@fitovallee.com

1) Cochrane Database Syst Rev. 2013


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