Sanità

gen132016

Rapporto Crea, al Nord le migliori performance regionali in sanità

Rapporto Crea, al Nord le migliori performance regionali in sanità
La misurazione delle performance dei Sistemi sanitari regionali, sia in termini di sostenibilità economico-finanziaria che di esiti sulla salute pubblica, contribuisce al miglioramento della qualità del Ssn. Va in questa direzione, il Rapporto "Le performance dei Servizi sanitari regionali", presentato in Senato dall'economista, Federico Spandonaro, presidente del consorzio Crea Sanità e promosso dall'Università di Roma "Tor Vergata". Un rapporto che, giunto quest'anno alla terza edizione, misura la multidimensionalità delle performance dei Servizi sanitari regionali, utilizzando diversi indicatori uniti alle diverse prospettive di cui sono portatori gli stakeholder del sistema: professionisti sanitari, cittadini, management aziendale, ma anche le industrie del medicale e le istituzioni. Sette Regioni nell'area dell'eccellenza, con la Provincia autonoma di Trento in cima alla classifica. Altre sei nell'area di mezzo, con Friuli e Lombardia tra le meglio posizionate. Poi le ultime otto, con la Campania in fondo al ranking, tutte al Sud, e il Lazio che sfiora di poco l'area di metà classifica. «Direi - ha spiegato a Farmacista33 Spandonaro - che il dato più significativo di quest'anno è lo spostamento di priorità che il panel, composto da ben 73 soggetti rappresentativi di vari stakeholder del sistema, ha avuto passando dalle dimensioni economico-finanziarie a quelle degli esiti e dell'appropriatezza. Stiamo assistendo ad un cambio di priorità che ci sembra del tutto coerente con il cambiamento in corso nel Ssn. Siamo passati, infatti, da livelli molto alti, quasi vicini ai 10 miliardi di disavanzo, a circa un miliardo di euro su oltre 100 che se ne spendono. Quindi probabilmente una cifra sostenibile». Ma Spandonaro mette anche in luce come, d'altro canto, si abbia sempre più bisogno di informazioni sugli esiti e su quanto questi siano diversi da situazione a situazione. «Tutti i sistemi di misurazione - conclude - come questo appena realizzato, sono a supporto della politica sanitaria, evidentemente non possono sostituirla, tanto più che questa è una classifica stilata da un gruppo di ricerca e non da un soggetto istituzionale». Anche per Francesco Bevere, direttore generale dell'Agenas, bisogna imparare a misurare ciò che produciamo perché, diversamente, non si avranno grandi miglioramenti. «È pur vero che di tanto in tanto disponiamo di studi che nascono con questo obiettivo, ma quello che manca è una omogeneità di interventi con indicatori uguali per tutte le regioni, e l'Agenzia si è già attrezzata per farlo. Per misurare le performance serve un sistema di misurazione unico, altrimenti faremo sempre studi sterili e poco attinenti alla realtà. Condivido con Spandonaro l'idea che spendere di più per una Regione, non significa necessariamente spendere meglio».

Rossella Gemma
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