Sanità

ago302019

Rapporto Osmed, scadono i brevetti ma gli italiani scelgono ancora farmaci di marca per oltre un miliardo, in prevalenza al sud

Rapporto Osmed, scadono i brevetti ma gli italiani scelgono ancora farmaci di marca per oltre un miliardo, in prevalenza al sud

Il rapporto Osmed mette in evidenza le differenze regionali nel rapporto con farmaci brandizzati e a brevetto scaduto

Se è vero che un quarto della spesa per i farmaci nel 2018 è stato sostenuto dagli italiani di tasca propria - 8,74 miliardi su 29,1 di spesa totale pubblica e privata - di questa fetta ben 1,6 miliardi sono stati spesi per le compartecipazioni alla spesa del Servizio sanitario: ticket e differenza tra farmaco di marca ed equivalente. In particolare, come afferma il Rapporto Osmed 2018 dell'Aifa, dei 26,6 euro spesi da ogni cittadino italiano ben 18 sono andati a coprire la differenza tra prezzo dell'equivalente di riferimento e prezzo del medicinale di marca. Facendo del nostro Paese una sorta di fanalino di coda tra tutti quelli che usano farmaci a brevetto scaduto: pur ammontando questi ultimi all'84% delle confezioni presenti in farmacia, solo un 30% della spesa convenzionata è stato caratterizzato dall'acquisto di equivalenti meno costosi.


Alla ricerca del brand

Il "brand" è più ricercato dai cittadini al Centro-Sud. Nel Lazio i cittadini spendono fino a 25 euro e passa a testa, e così in Campania e Sicilia; in queste due Regioni, come ha evidenziato il curatore di Osmed Francesco Trotta alla presentazione del Rapporto in Aifa, si conferma la correlazione tra maggior spesa del cittadino per il farmaco di marca e minor reddito, deviante rispetto alla regola secondo cui il cittadino spende di più per curarsi nelle regioni più "ricche". Rispetto al 2017, anno in cui questa spesa era cresciuta del 2,8% arrivando a 1.050 milioni, nel 2018 si superano i 1.125 milioni, con un aumento di oltre il 7%, doppio rispetto alla crescita del 3,8% caratterizzante la voce "compartecipazione". Al contrario, le regioni del Nord e la Toscana spendono in media il 25% in meno dei 18,62 euro che l'italiano-tipo è disposto a sobbarcarsi annualmente per procurarsi il farmaco più "blasonato". La maggior spesa dei cittadini per il farmaco di marca al Sud è bilanciata da una minor spesa per i medicinali di classe A acquistati privatamente e per i farmaci di classe C (con ricetta ma a carico del cittadino). Le regioni che mostrano un'incidenza della spesa privata maggiore della media nazionale sono Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Veneto mentre l'incidenza eÌ minore al Sud, a eccezione del Molise. Tutte le componenti della spesa farmaceutica privata nel 2018 hanno registrato un incremento, con le maggiori variazioni tra i medicinali di automedicazione (+7,6%), e nell'acquisto privato di medicinali di fascia A (+3,2%), mentre una variazione più contenuta è stata registrata per la spesa dei farmaci di classe C con ricetta (+2,2%).

Farmaci a brevetto scaduto

L'anno scorso è scaduto il brevetto per alcune importanti molecole, tra cui rosuvastatina, adalimumab e trastuzumab. Si è arricchito così l'elenco dei farmaci a brevetto scaduto, che - come già accennato - costituiscono l'82% delle dosi di prodotti acquistati nelle farmacie convenzionate, pari al 66% di tutta la spesa convenzionata. Tra i principi per l'apparato cardiovascolare e gli antibiotici, quelli a brevetto scaduto coprono rispettivamente 84,5 e 84% della spesa globale del settore. In Emilia Romagna e Umbria i principi attivi a brevetto scaduto coprono l'84% della spesa. Segue staccato il Trentino con il 54%. In questo campo va però considerata l'effettiva propensione all'acquisto di equivalenti, che è inferiore al potenziale in molte regioni. Solo in Trentino l'equivalente copre il 42% del valore distribuito nelle farmacie territoriali, segue la Lombardia con il 40%.

Biosimilari

Nel 2018 Osmed registra invece una crescita più marcata per i farmaci biosimilari. La spesa per la follitropina balza del 55%, quella per epoetina del 22,4, la somatropina del 22,3 e i fattori di crescita del 12,7. È l'Umbria la regione dove questi farmaci si consumano di più (1.098 daily defined dose per mille abitanti) seguita da Campania (1.098/1.000) e Puglia (1075). La spesa lorda pro capite maggiore è sostenuta in Campania (201 euro) Abruzzo (192 euro) e Calabria (190 euro), regioni reduci da deficit o tuttora in piano di rientro. Ultimo l'Alto Adige: spende 120 euro a residente.

Mauro Miserendino
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