farmaci

mag62011

Reazioni avverse ai farmaci: il 7,7% riguarda bambini

Una sintesi riepilogativa delle reazioni avverse ai farmaci è quella pubblicata dal Centro di monitoraggio della città svedese Uppsala, che ha condotto un monitoraggio di oltre 3 milioni di segnalazioni raccolte in 97 paesi di tutto il mondo tra il 2005 e il 2010, estrapolate dall’archivio VigiBase e suddivise per fascia d’età. Dopo l’opportuna esclusione dei casi legati a vaccini e dei sospetti doppioni, le reazioni sono state classificate secondo i criteri del Medical dictionary for regulatory activities e del Who Anatomical therapeutic chemical. Il 7,7% delle segnalazioni hanno riguardato bambini (range d’età 0-17 anni), nel 53% dei casi di sesso maschile, meno rappresentato (39%) invece nella fascia d’età adulta. Le segnalazioni pediatriche in Asia, Africa e America Latina hanno registrato una frequenza doppia (14-15% vs 7%) rispetto a quelle pervenute da Nord America, Oceania ed Europa. Rispetto agli adulti, nei più piccoli sono state più elevate le reazioni legate a terapie antinfettive (33 versus 15%), per patologie respiratorie (11 versus 5%) e dermatologiche (12 versus 7%). Le reazioni cutanee sono state tra l’altro quelle maggiormente riportate in età pediatrica, nella quale – con particolare riguardo alla fascia 28 giorni-23 mesi – sono tra l’altro aumentati negli ultimi anni gli errori posologici, responsabili di sovradosaggio ed effetti tossici. Nella fascia 2-11 anni e in quella adolescenziale, in ogni caso, le reazioni più frequenti sono state determinate dai farmaci impiegati per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd).

Drug Saf. 2011; 34:415-28
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21513364


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