Sanità

nov132017

Remunerazione, Cossolo: meglio parlare di onorario professionale di dispensazione

Remunerazione, Cossolo: meglio parlare di onorario professionale di dispensazione
Tra gli appuntamenti a cui la categoria è chiamata c'è la Convenzione, che, se ben indirizzata, potrà definire un terreno di gioco favorevole ai farmacisti, anche in uno scenario di maggiore competitività. Ma spunto fondamentale è quanto emerso dalla nuova Tariffa, che ha dato riconoscimento pieno all'attività professionale. Su questa base, è necessario superare l'idea di margine sul farmaco, ma occorre anche indirizzare la discussione su un concetto di onorario professionale di dispensazione piuttosto che di Fee for service. A dirlo Marco Cossolo, presidente di Federfarma, intervenuto, con un bilancio delle attività del sindacato, in occasione del Convegno Utifar dedicato alla nuova tariffa e alla legge Concorrenza, una due giorni di lavori che si è conclusa sabato a Bologna.
«Il rinnovo della Convenzione» spiega Cossolo «è un appuntamento quanto mai importante, perché, in questo momento in cui rappresentiamo l'87% delle farmacie italiane, siamo noi a farla da padrone e abbiamo la possibilità di indirizzare il rapporto con il Servizio sanitario nazionale. Questo è fondamentale perché, se riusciamo a impostare l'impianto della Convenzione attorno alla professionalità, avremo un vantaggio competitivo quando si affacceranno altri soggetti: potremo giocare così in casa, su un terreno che già conosciamo e su cui possiamo davvero dare valore e fare la differenza. E per altro, questa diventerà la base anche per costruire altri eventuali accordi, per esempio quelli con il terzo pagante, che prima o poi intersecherà catene e farmacie». Ma, rimarca Cossolo, «per fare questo, occorre un passaggio culturale e qui entra in gioco l'approccio alla base della nuova tariffa, che non ha previsto un'ottica mercantile con il raddoppio del costo della sostanza in acquisto, ma ha creato un prezzo legato all'atto professionale del farmacista, riconoscendo anche l'attività intellettuale e il tempo necessario alla progettazione della preparazione. Guardando alla Convenzione, non solo il concetto di margine sui farmaci è superato, ma neanche l'idea del fee for service riesce davvero a valorizzare il ruolo della farmacia. Nostro obiettivo è di mutuare dalla Nuova tariffa proprio il concetto di onorario professionale di dispensazione».

Tra gli altri temi toccati, c'è il rapporto tra i cambiamenti dalla legge Concorrenza e lo Statuto di Federfarma: «Un pericolo che si intravede dal dispositivo Concorrenza è il rischio di perdere associati. Modifiche societarie nelle farmacie ce ne saranno, sotto la spinta di varie motivazioni: c'è chi vende, chi si apre al capitale per investimenti ma anche chi coglierà le opportunità dalla normativa per sistemare situazioni famigliari. Pensiamo per esempio a un titolare che abbia figli farmacisti e non farmacisti. La necessità, per noi, è quella di essere inclusivi, perché il rischio è che i nostri stessi iscritti rimangano fuori e chi è fuori poi si organizzi in un sindacato autonomo. Per questo, proporremo all'Assemblea di modificare, in questa direzione, lo Statuto. Certamente, sarà anche necessario creare, al contempo, tutte le protezioni che servono per continuare a garantire la democraticità del nostro sindacato e predisporre norme che evitino abuso di posizione dominante, ponendo tetti per esempio alla possibilità di votare o alla possibilità di cambiare» compagine societaria.

Altro capitolo è stato Credifarma: «I farmacisti hanno a disposizione uno strumento eccezionale che però viene usato poco e male ed è Credifarma. Il problema è che Statuto, soggetto sociale, caratteristiche economiche non sono più adeguate al nuovo scenario. Ecco allora che dobbiamo ripensare, nel suo obiettivo, la Finanziaria di categoria. Per questo, stiamo immaginando con Credifarma un progetto di ricerca - che abbiamo affidato a uno studio - di una nuova partnership con un soggetto economico forte, per capitalizzare Credifarma e riconvertirla dall'originaria mission di "anticipo Dcr", ormai esaurita, a funzioni quali finanziamenti di medio e lungo termine, sostegno alle farmacie in difficoltà, con anche un controllo di gestione, e così via».

All'entrata in vigore della nuova Tariffa dei medicinali invece è stata dedicata la prima giornata del convegno Utifar. Secondo Giulio Cesare Porretta, consigliere Utifar e componente del Tavolo tecnico che ha collaborato con il ministero per la realizzazione della nuova Tariffa dei medicinali, «preparazioni magistrali, farmacia dei servizi, rete di farmacie, presenza del capitale nel settore sono i pilastri di un cambiamento radicale e non reversibile del comparto farmacia. Oltre al riconoscimento della professionalità del farmacista preparatore e l'adeguamento della retribuzione, la Nuova tariffa contiene al proprio interno numerose possibilità per rilanciare la preparazione magistrale personalizzata, in riferimento in particolare alle malattie rare, ma anche a dosaggi geriatrici o pediatrici. Inoltre, la normativa lascia aperta la possibilità di operare sconti o intraprendere accordi con enti previdenziali e assistenziali (art.11) oggi già presenti nello scenario dell'assistenza sanitaria e che in futuro potrebbero avere un peso non indifferente».

Francesca Giani


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