Sanità

feb132018

Remunerazione, Federfarma: necessaria condivisione preventiva con Regioni

Remunerazione, Federfarma: necessaria condivisione preventiva con Regioni
Procedere cercando preventivamente una condivisione dei temi con le Regioni, in particolare per quanto riguarda le materie più calde, come per esempio la revisione del metodo della remunerazione, e valorizzare l'atto professionale del farmacista. Sono queste alcune riflessioni su cui ci si sta orientando in merito alla trattativa sulla Convenzione in Sisac secondo quanto riferisce Gianni Petrosillo, presidente di Federfarma Bergamo, presente agli appuntamenti del tavolo, in un incontro dei giorni scorsi con i farmacisti. «A parte gli aspetti più amministrativi, i nodi più importanti della trattativa riguardano Dpc, farmacia dei servizi e nuova remunerazione. In merito alla Dpc, le richieste sono per una armonizzazione degli elenchi, diversi nelle varie Asl, e l'affermazione di una non competitività tra i canali - per cui quello che è in Dpc, non può essere distribuito anche in diretta -. Si tratta di concetti già condivisi al tavolo della Sisac. Ma certamente sul punto della remunerazione, si rileva una grande disomogeneità nazionale. È chiaro che, a fronte di una armonizzazione, si determineranno situazioni più o meno vantaggiose. Ma stiamo cercando un sistema in cui non ci perda nessuno, ma venga riconosciuta una remunerazione di base per uno standard di servizi, con fondi in più per servizi aggiuntivi».
Sul fronte della farmacia dei servizi, «come primo passo, abbiamo organizzato i servizi per classi, anche sulla base di una valenza diversa dal punto di vista sanitario e remunerativo: front office (per esempio il Cup); professionali sul controllo delle ricette Ssn (per esempio il controllo del piano terapeutico che al momento non siamo tenuti a fare, ma eventualmente può ricevere una remunerazione aggiuntiva); servizi cognitivi (per esempio il monitoraggio del paziente cronico); servizi di assistenza domiciliare. Abbiamo quindi presentato al tavolo un modello di valorizzazione che è stato accolto e che ricalca, di fatto, il percorso applicato con la Tariffa nazionale: abbiamo cioè simulato passo per passo le operazioni del farmacista e fatto una valorizzazione del tempo, secondo il costo per minuto del personale laureato. Al momento, su questo punto, il rappresentante delle Regioni che siede in Sisac si sta confrontando con le Regioni stesse».
Infine c'è la remunerazione, «che non è competenza della Sisac» ma su cui la Sisac si è impegnata a favorire il confronto: «dal momento che, nel 2012, tra i detrattori del modello di nuova remunerazione che era stato firmato in Aifa, c'erano proprio le Regioni, stiamo cercando di condividere prima con loro le proposte, che poi discuteremo insieme, con tutti i soggetti implicati».

Francesca Giani
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