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Remunerazione, l'esperto: non darà vigore alla farmacia. Serve formazione

Remunerazione, l’esperto: non darà vigore alla farmacia. Serve formazione
Il Rapporto Aifa sulla spesa, da gennaio a settembre 2014, segna un ulteriore -3,3% sull'anno precedente, il prezzo medio dei farmaci erogati dal Ssn in farmacia è diminuito del 23,5%, la genericizzazione continuerà, e la spesa ospedaliera sta erodendo i risparmi della territoriale. Un trend ormai stabilizzato difficile o forse impossibile da invertire: difficile pensare a una farmacia ancorata al Ssn, ma soprattutto è difficile sostenerla e non sarà una improbabile nuova remunerazione a rinvigorire la farmacia italiana. Queste le considerazione di Carlo Ranaudo docente di Analisi di mercato presso la facoltà di Farmacia dell'università Federico II di Napoli


Il Rapporto Aifa sulla spesa da gennaio a settembre 2014 segna un ulteriore -3,3% sull'anno precedente. Negli ultimi 5 anni il prezzo medio dei farmaci erogati dal Ssn in farmacia è diminuito del 23,5%. Un trend ormai stabilizzato difficile o forse impossibile da invertire. Di riduzione degli sconti è inutile parlare e la genericizzazione dei farmaci continuerà. L'Ospedale si sta mangiano tutti i risparmi della territoriale. Nessuna regione, con le eccezioni di Trento e Aosta, rientrano nel tetto programmato del 3,5%. Il cittadino paga sempre di più: oltre 1 miliardo di euro tra ticket e, soprattutto, compartecipazione alla spesa per acquisto di farmaci genericati. Nonostante la crisi economica spesso si paga anche per ottenere qualcosa che si potrebbe avere ad un costo più basso. In questo scenario difficile pensare a una farmacia che rimanga ancorata al Ssn, ma soprattutto è difficile sostenerla e non sarà una improbabile nuova remunerazione a rinvigorire la farmacia italiana.
E allora in quale direzione andare? In primis la farmacia dei servizi ma non solo. La consulenza verso una medicina di iniziativa che predilige un concetto di prevenzione soprattutto in ambito metabolico. Un riappropriarsi di aree cedute troppo facilmente alle catene o alla grande distribuzione in cui vale la logica del prezzo e la consulenza vero fattore determinante e differenziante è totalmente assente. Parliamo di alimentazione integrativa, di cosmetica non solo estetica di supporto al paziente celiaco o intollerante. Parliamo di un farmacista che sappia intercettare i bisogni di salute e di benessere che nonostante tutto la popolazione richiede, che non aspetti passivamente una ricetta prima cartacea e oggi sempre più virtuale in cui il suo unico obiettivo è rispettare una procedura.
Il farmacista può e deve trovare al suo interno la svolta investendo in formazione in specializzazione, in marketing e in gestione. Ma attenzione tutti devono fare la loro parte a cominciare dall'Università ancora troppo legata ai vecchi schemi ai modelli alla vecchia farmacia. Non possiamo preparare i nostri giovani ad un mondo che non c'è più perché è difficile modificare un programma ministeriale.
La Farmacia 2.0 deve partire dalle aule della formazione altrimenti non ci sarà futuro. Non c'è più tempo né per alibi né per conservatorismi.

Carlo Ranaudo
Facoltà di Farmacia dell'università Federico II di Napoli

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