Sanità

nov112015

Remunerazione, meno di 60 giorni per trovare un accordo. Gizzi: immobilismo nella filiera

Remunerazione, meno di 60 giorni per trovare un accordo. Gizzi: immobilismo nella filiera
Meno di 60 giorni il tempo a disposizione della filiera per trovare un accordo al suo interno sulla riforma della remunerazione del farmaco, dopo la palla passerebbe al ministero della Salute e dell'Economia «autorizzati a prendere decisioni che difficilmente terrebbero conto delle necessità delle farmacie». E intanto la filiera resta immobile per rassegnazione o per «calcolo utilitaristico del tirare a campare». È quanto esprime Venanzio Gizzi presidente di Assofarm nel bollettino dell'associazione in cui ribadisce la sua proposta: «Una remunerazione di servizi in grado di produrre risparmi per il Servizio sanitario nazionale, come dire: pagateci per le efficienze che riusciamo a produrre». Gizzi ricorda che c'è tempo fino al 31 dicembre ma considera «davvero difficile immaginare che nel poco tempo utile a disposizione si possa raggiungere una proposta condivisa da tutti gli attori sul campo. Questo è ancor più vero se si tiene presente che già la scorsa settimana Assofarm ha accennato la questione nel corso di un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, senza però che a questo input sia seguita alcuna volontà di confronto dalle altre parti».

Gizzi sottolinea che le «farmacie comunali appaiono sole nella loro volontà di trovare un accordo» mentre «l'industria farmaceutica ha una posizione di pura difesa dei propri margini e nessuna visione di sistema» e le «farmacie private e distributori non si sono ancora espressi in alcun modo». E alla domanda perché questo immobilismo di fronte a questioni di grandissima importanza per il settore, ipotizza due ragioni: «La prima è che si ormai è diffusa una certa rassegnazione: abbiamo prodotto così tanti fallimenti, abbiamo vissuto così tante revoche e proroghe, siamo finiti in troppi vicoli ciechi perché oggi i più possano ancora credere di poter davvero incidere sulla situazione. La seconda ragione, quasi più pericolosa della prima, potrebbe risiedere nel calcolo utilitaristico del tirare a campare. La speranza che dopo capodanno, come per incanto, tutto possa continuare come adesso». E aggiunge: «E se il Governo decidesse di prendere di petto gli impegni offertigli dalla legge, la filiera avrebbe perso la propria occasione per dire la sua?». Gizzi fa sapere che già dai prossimi giorni cercherà di «attivare un canale con Federfarma, sperando di trovare un alleato per sollecitare anche imprese e distributori a riprendere il confronto. È questione di immagine e di sostanza: se i tempi tecnici per raggiungere un accordo non è detto che ci siano, almeno dimostriamo che ci stiamo lavorando. Se non produrremo nemmeno questo livello minimo di impegno, come possiamo sperare in un rinvio dei termini di legge?». E conclude ricordando che la riforma del settore va costruita su due pilastri: nuova remunerazione e rinnovo della convenzione con le Regioni, «questa l'unica via perseguibile in grado di mantenere in vita una concezione di farmacia degna di questo nome. Ogni altra alternativa annullerebbe le già limitate prospettive economiche di sviluppo, e svuoterebbe la professionalità del farmacista dei suoi tratti sanitari peculiari».

Simona Zazzetta
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