Sanità

feb182015

Renzi: da Cdm ulteriore passo verso una maggiore liberalizzazione. L'incognita farmacie

Renzi: da Cdm ulteriore passo verso una maggiore liberalizzazione. L’incognita farmacie
Nel menù del Consiglio dei ministri del 20 febbraio il Ddl concorrenza sarà una delle portate principali. Se ancora ci fossero stati dubbi lo ha confermato in maniera definitiva, durante la direzione del Pd, il premier Matteo Renzi. «Nel consiglio di venerdì approveremo un Ddl sulla concorrenza che sia un'ulteriore passo verso una maggiore liberalizzazione di alcune realtà ma non sia percepita come un attacco alle certezze di cui ha bisogno il nostro sistema» ha dichiarato Renzi. Difficile trarre da queste parole un'indicazione precisa di quello che succederà alle farmacie e ai farmaci di fascia C, come difficile, del resto, è fare previsioni. Quello che è certo e ormai chiaro da tempo è che ci siano forze contrastanti in azione all'interno dello stesso Governo e che i ministeri si stiano confrontando, anche aspramente, come testimonia il recente scambio di battute tra il ministro dello Sviluppo economico Guidi e quello della Salute Lorenzin. L'auspicio di Federfarma, come evidenziato da un tweet di ieri, è che Renzi confermi le considerazioni espresse nel 2012 in epoca di campagna elettorale per le primarie contro Bersani. «Dobbiamo smettere di pensare che le liberalizzazioni passino dalla punizione di alcune categorie, additate alla gente come responsabili dello sfascio» disse Renzi, ancora sindaco di Firenze all'epoca, e ancora «il farmacista è qualcosa di più di un dispensatore di medicinali». In attesa di sapere se il premier è ancora della stessa opinione, e non è così scontato, ieri un paper dell'Istituto Bruno Leoni a firma di Giacomo Lev Mannheimer si è espresso a sostegno delle liberalizzazioni in ambito farmaceutico sottolineando come «la tutela della salute sarebbe garantita dal fatto che la vendita debba comunque avvenire con l'assistenza diretta di almeno un farmacista abilitato». Perplessità anche sul rischio del consumismo sanitario e sul rischio di aumento della spesa farmaceutica «posto che i prodotti in questione non sono comunque rimborsabili dal Ssn». Opinioni tra le tante sul tema che stanno circolando in questi giorni ma con un peso specifico notevole visto che il legame del ministro Guidi con l'Istituto è molto solido e risale ai tempi della presidenza dei giovani di Confindustria, quando l'imprenditrice ora ministro coinvolse più volte i responsabili dell'Ibl per i convegni dell'organizzazione.

Marco Malagutti

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