NUTRIZIONE

apr272017

Residui di pesticidi negli alimenti: ancora basso il rischio per i consumatori

Buone notizie dal mondo agroalimentare, in merito alle attività di controllo dei residui di pesticidi negli alimenti consumati in Europa.

Residui di pesticidi negli alimenti: ancora basso il rischio per i consumatori
I dati analitici più recenti, rielaborati da Efsa nell'ambito delle attività di controllo e divulgati nell'ultimo Rapporto, rilevano che più del 97% dei campioni di prodotti raccolti in tutta l'UE nel 2015 rispetta i limiti di legge. Cifre in linea con i dati dell'anno precedente. Poco più della metà dei campioni, in oltre, è risultato del tutto privo di residui quantificabili. Nel 2015 sono stati ricercati 774 pesticidi su più di 84000 campioni, la maggior parte (il 69,3%) proveniente da Stati membri dell'UE, da Islanda e da Norvegia; i restanti erano prodotti importati da Paesi terzi. I limiti sono stati superati solo dall'1,7% dei campioni europei e dal 5% di quelli provenienti da Paesi extra Unione, valore comunque in diminuzione rispetto al 2014. Rispettano le maglie strette della legislazione sia l'84% dei prodotti di origine animale, risultati privi di residui quantificabili, sia il 96,5% degli alimenti per lattanti e bambini, privi di residui oppure con valori che rientravano nei limiti di legge. Oltre a essere un mercato in crescita costante, il biologico conferma, dai dati di questa analisi, la sua sicurezza: la filiera riesce infatti a garantire privi di residui o con residui nei limiti di legge fino al 99% dei prodotti. I dati rielaborati provengono tutti dall'analisi dello stesso "paniere", così da offrire una buona base di confronto.

Per il 2015 sono stati analizzati melanzane, banane, broccoli, olio vergine di oliva, succo di arancia, piselli, peperoni, uva da tavola, grano, burro e uova. I broccoli si sono rivelati come la materia prima più "critica", visto che hanno fatto registrare il maggior tasso di superamento dei limiti (3,4% dei campioni), seguiti dall'uva da tavola (1,7%). Qualche valore fuori standard è stato riscontrato in olio d'oliva, nel succo d'arancia e nelle uova di gallina, mentre il burro è risultato sempre a norma. Le conclusioni sono per ora incoraggianti: sia per l'esposizione di breve termine (acuta) sia per quella di lungo termine (cronica) l'Autorità ha concluso che il rischio per la salute dei consumatori rimane basso. Il lavoro di valutazione della tossicità degli alimenti in relazione all'esposizione a molecole di residui viene svolto da un gruppo di esperti scientifici europei in grado di eseguire una valutazione dei rischi non solo per i consumatori ma anche per gli operatori, i lavoratori del settore e l'ambiente. Tale attività inoltre affianca la valutazione delle sostanze attive impiegate nei pesticidi, che viene condotta dagli Stati membri e infine sottoposta a revisione dell'Efsa.
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