Sanità

giu302016

Resistenza antimicrobici, rapporto europeo boccia i cittadini Ue

Resistenza antimicrobici, rapporto europeo boccia i cittadini Ue
Se ne parla tanto ma i cittadini europei - e ancor di più gli italiani - continuano a mostrare una scarsa consapevolezza del fenomeno della resistenza agli antimicrobici e del meccanismo d'azione di questi farmaci: lo affermano i risultati di un sondaggio condotto da Eurobarometer per conto della Commissione europea, segnalato sul sito dell'Aifa. Il consumo complessivo di antibiotici è in leggera flessione ma interessa ancora oltre un terzo dei cittadini europei, pur con grandi differenze tra uno stato e l'altro: i maggiori consumatori sono nel sud del continente: la percentuale di persone che hanno assunto questi medicinali nel corso dell'ultimo anno è stata del 48% a Malta e del 47% in Spagna, mentre la Svezia è appena al 18%. I consumatori maggiori sono di sesso femminile, con bassa scolarità e in condizioni economiche difficili, tuttavia l'autoprescrizione è marginale e per la maggior parte sono i medici a prescrivere questi farmaci, specie per bronchite, influenza e mal di gola.

I comportamenti degli italiani - medici e pazienti - non brillano: a un consumo di antibiotici che interessa il 43% degli intervistati (che hanno ottenuto i farmaci dal proprio medico nel 94% dei casi) corrisponde una marcata ignoranza dei cittadini sul tema. Il 60% degli intervistati ritiene che "gli antibiotici uccidano i virus", il 38% crede che siano "efficaci contro raffreddori e influenza" e il 21% è convinto che si possa interrompere il trattamento con antibiotici "quando ci si sente meglio". Del resto, solo il 15% degli italiani dichiara di avere ricevuto negli ultimi dodici mesi informazioni sugli antibiotici e sul loro utilizzo: è un record negativo in un'Europa e in Finlandia la percentuale è del 68%. Eppure l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ricorda che da anni porta avanti una campagna annuale per sensibilizzare cittadini e operatori sanitari sull'importanza di ricorrere agli antibiotici solo quando necessario e dietro prescrizione del medico che ne accerti l'effettiva utilità, di non interrompere mai la terapia prima dei tempi indicati dal medico o, comunque, solo dietro suo consiglio e di non assumere antibiotici per curare infezioni virali.
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