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Revisione pianta organica, l'esperto: dai Tar indicazioni su obbligo o facoltà

Revisione pianta organica, l’esperto: dai Tar indicazioni su obbligo o facoltà
Il Comune deve revisionare la pianta organica delle farmacie ogni anno pari, essendo il decreto legge n. 1 del 2013, ma se sia un obbligo o una facoltà non è ancora chiaro dalla giurisprudenza che si va formando in materia. Commenta così Paola Ferrari, avvocato dello Studio legale Ferrari, le due recenti sentenze dei Tar di Sardegna e Piemonte che si sono espressi sul tema. «Di certo» spiega a Farmacista33 «la "facoltà" diventa "obbligo" nel momento in cui è un farmacista a richiederlo espressamente. Le conseguenze però» aggiunge «almeno dall'analisi della giurisprudenza che va, via via, formandosi non sono identiche nel caso in cui il concorso bandito non sia concluso rispetto a quello concluso con l'accettazione da parte del nuovo farmacista. In quest'ultimo caso la richiesta di revisione potrebbe essere addirittura in danno al "vecchio titolare"». E chiarisce: «Nel caso in cui il bando è stato emanato ma non è concluso, il Comune ha l'obbligo annuale di revisionare la pianta organica delle farmacie». Ferrari sottolinea che questo è quanto indicato dal parere espresso dal Tar della Sardegna nella sentenza n. 1223 del 22/12/2015 che, precisa, «ha dato ragione a tre farmacisti dell'isola della Maddalena che avevano diffidato il Comune a provvedere alla revisione della pianta organica con richiesta di condanna alla soppressione della quarta sede farmaceutica, istituita il 18 aprile 2012, sulla base dei dati Istat della popolazione residente al 31 dicembre 2010 risultato corretto. Nel frattempo il numero degli abitanti si è ridotto e, di conseguenza, il rapporto demografico per l'apertura della quarta farmacia è venuto meno. Nel caso specifico l'esercizio non risulta ancora attivato, essendo oggetto di un concorso regionale per il conferimento di 90 sedi, indetto nel 2013 e tuttora in corso di espletamento». Secondo il Tar, conclude l'avvocato «va accertato l'obbligo per il Comune di effettuare la revisione con cadenza biennale, nell'anno pari (quindi nel 2014 e 2016) e il Comune sarà tenuto a compiere l'attività revisionale, di natura sostanzialmente vincolata, per difetto nello specifico del numero di abitanti (11.550) per mantenere la sede neo istituita nel 2012 (quarta sede) e non ancora attivata, salva l'esistenza di norme peculiari di settore applicabili ai Comuni ad intenso flusso turistico».
Le cose cambiano con il bando concluso e la sede accettata. Secondo il Tar del Piemonte, fa notare l'avvocato, «al contrario, il Comune non ha l'obbligo di revisione periodica delle piante organiche ma solo una facoltà, ma il farmacista interessato alla revisione ha diritto a sollecitare la rideterminazione, eventualmente anche in diminuzione, ma ciò può avvenire quando la sede da sopprimere sia libera. Ciò non è quando il farmacista che ha vinto la sede, l'abbia anche accettata. Questa interpretazione è necessaria "al fine di non pregiudicare legittime esigenze di continuità di una attività imprenditoriale in essere" (Tar Piemonte 01571 del 12 Novembre 2015)». Ferrari spiega che «in presenza di sedi, ancorché in esubero, tutte occupate, afferma il tar Piemontese, si porrebbe innanzitutto il problema del criterio con cui individuare la sede da sopprimere (tenuto altresì conto che la nuova normativa non presuppone più precise zonizzazioni) e, in ogni caso, l'astratta possibilità di soppressione comporterebbe che una attività imprenditoriale resti irrimediabilmente condizionata da imprevedibili andamenti demografici, del tutto a prescindere dal suo effettivo buon funzionamento». E conclude: «Alla luce di siffatte considerazioni ritiene il collegio che, da un lato, si imponga una interpretazione della normativa che escluda fenomeni di variazione dei presupposti a concorso in atto; è quindi evidente che l'originaria previsione di periodica revisione ogni anno pari (che in ipotesi di tempestiva conclusione del concorso sarebbe caduta al 31.12.2014 coordinandosi con la conclusione del concorso stesso) non possa che essere intesa come operante da momento successivo alla conclusione del concorso. Sino alla definitiva chiusura del concorso, il suo "oggetto" non può essere influenzato dalla fisiologica e possibile ulteriore modificazione di una innumerevole serie di dati di fatto e/o demografici». Secondo l'avvocato, «avallare una simile interpretazione significherebbe vanificare ogni possibilità di chiusura regolare del concorso, essendo evidente che tutti i concorrenti vi hanno partecipato sulla base delle presupposte sedi individuate e che, ogni modifica delle stesse, inciderebbe sulle regole del concorso esponendola ad una sorta di imprevedibile incertezza incompatibile con lo svolgimento regolare di una procedura concorsuale (Tar Piemonte 01571 del 12 Novembre 2015)». E aggiunge: «In seguito la revisione deve coinvolgere tutte le farmacie, comprese quelle più datate con la conseguenza che la richiesta di revisione da parte del farmacista potrebbe rivelarsi "un boomerang"».

Simona Zazzetta
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