Sanità

feb92017

Ricetta elettronica, criticità delle iniziative regionali sul promemoria cartaceo

Ricetta elettronica, criticità delle iniziative regionali sul promemoria cartaceo
Per rendere sicuro il percorso del cittadino con ricetta dal medico alla farmacia non ci sono sistemi alternativi alla stampa del promemoria, prevista dal decreto 2 novembre 2011 sulla dematerializzazione. A fine gennaio lo ha ribadito con forza un position paper delle sezioni umbre di Federfarma e Fimmg, ripreso dall'house organ di Federfarma. Lo spunto è l'abitudine di alcuni medici di inviare il promemoria al farmacista per email: una prassi pericolosa che "oltre a determinare una possibile violazione del principio di libera scelta della farmacia (art. 15, L. 475/68), contravviene al divieto di accaparramento di ricette da parte del farmacista (Art. 15, Codice deontologico FOFI)" e può addirittura configurare "comparaggio". Ma il concetto ribadito anche dal Garante Privacy è che modalitàÌ alternative alla "carta" non sono state ancora individuate.

Prendendo spunto dalle criticità più volte espresse da Federfarma sull'addio al promemoria, abbiamo chiesto al Presidente Annarosa Racca la posizione del sindacato nazionale dei titolari.
«La normativa prevede che il medico, all'atto della prescrizione online, stampi e consegni all'assistito il promemoria cartaceo: un adempimento essenziale poiché, oltre a dare piena consapevolezza all'assistito della prescrizione ottenuta, garantisce la possibilità di ottenere la prestazione anche in caso di assenza di linea internet o qualsiasi altro inconveniente legato all'accesso al cloud, dove sono accessibili i dati della ricetta elettronica», spiega Racca. «È chiaro che bisognerà presto affrontare la problematica di portare a compimento la dematerializzazione totale della prescrizione e, quando le condizioni tecniche saranno stabili e sicure, gli enti competenti dovranno definire la nuova normativa anche in relazione a protezione e sicurezza dei dati. A quel punto, il promemoria cartaceo potrà essere facoltativo, ovviamente in tempi che al momento non sono prevedibili e da decidere in maniera omogenea a livello nazionale per evitare differenze regionali. A oggi, non esiste ancora un progetto definitivo: la completa dematerializzazione della ricetta è operazione complessa sia dal punto di vista normativo che tecnologico».

Alcune Regioni stanno avviando sperimentazioni per eliminare la carta. «Le criticità ripeto sono tante. L'eliminazione del promemoria, oltre a non essere conforme al decreto ministeriale 2 novembre 2011, potrebbe presentare problematiche di carattere sanitario e pregiudicare la circolarità nazionale della ricetta dematerializzata. Il Dpcm del 2015 ha ribadito l'indispensabilità del promemoria per spedire la ricetta, indipendentemente dal territorio in cui un cittadino è assistito. In aggiunta Sogei, nelle specifiche tecniche, specifica che il promemoria "deve avere lo stesso formato in tutta Italia e deve sostituire eventuali modelli regionali in uso, in modo da essere riconosciuto da tutti gli erogatori sul territorio nazionale"».

È possibile trasmettere via e-mail il promemoria a una farmacia? «No. Si tratta di una pratica non prevista. L'unica modalità stabilita dal punto di vista normativo per ritirare i farmaci prescritti su una ricetta dematerializzata è legata alla consegna da parte del medico prescrittore del promemoria cartaceo al paziente e alla successiva consegna del promemoria alla farmacia da parte del paziente. In linea con il decreto del 2 novembre 2011. È importante che tale modalità sia rispettata perché la salute comporta scelte delicate e coinvolge la privacy di ciascuno. Il Garante ha ribadito che altre modalità di fruizione del promemoria da parte del paziente potranno essere individuate dal Ministero dell'economia e rese note sul sito del Ministero ma che oggi, in assenza dell'individuazione di altre modalità, l'unica è quella della consegna del promemoria. E sul tema Federfarma ha prodotto una circolare nei giorni scorsi. Allo stato, il comportamento giusto per il medico è stampare il promemoria e consegnarlo al cittadino, in modo che ogni paziente possa scegliere in quale farmacia andare, a quale farmacista affidarsi per avere un consiglio e per fornire dati sensibili quali sono quelli concernenti la propria salute». Ravvisa criticità in tema di privacy nel processo di dematerializzazione avviato in Trentino e Veneto? «In Veneto, la sperimentazione avviene mediante utilizzo del fascicolo elettronico che non era stato ideato dalla normativa statale per queste finalità. In effetti, in Veneto stanno sperimentando la possibilità che la farmacia, semplicemente sulla base del codice fiscale del paziente, visualizzi tutte le ricette prescritte ad un determinato cittadino. La normativa statale prevede, invece, che la farmacia possa visualizzare solo la singola prescrizione elettronica individuata dal numero identificativo presente sul promemoria. Il cittadino è libero di far visualizzare ad una determinata farmacia solo le ricette che intende utilizzare».


Mauro Miserendino
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