Sanità

nov212015

Ricetta elettronica, in Piemonte Mmg minacciano interruzione dell'invio

Ricetta elettronica, in Piemonte Mmg minacciano interruzione dell’invio
«Se non ci sarà un nuovo accordo sulla ricetta dematerializzata in Piemonte il rischio a inizio anno è che si torni di botto indietro». Le parole del segretario Fimmg piemontese Roberto Venesia sulla rivista online lo Spiffero ben si attagliano non solo alla sua regione ma a tutte quelle dove i medici di famiglia ricevono, spesso sulla base di accordi datati, un ristoro per assicurare un volume di ricette online, che l'anno prossimo dovrà eguagliare il 90% del totale delle prescrizioni di farmaci sul territorio. La marcia verso la de materializzazione delle ricette chiesta dalle leggi si potrebbe fermare se le regioni non rispettano i patti e, come potrebbe succedere in Piemonte, non pagano più il ristoro ai Mmg: un contributo alle spese da 150 euro a trimestre per adeguamento di software, hardware e reti, e da 210 euro a trimestre per le spese di stampante e toner che fino a quest'anno è erogato. La Direzione generale regionale al momento non ha convocato i sindacati per ribadire il "quibus" nel 2016, e c'è fermento. «In Piemonte non c'è una ricetta de materializzata ma solo decolorata», premette Venesia. «Per i farmaci di fascia A, la cui prescrizione è inviata online al sistema Ts, stampiamo un promemoria formato A5 che il paziente porta in farmacia per la dispensazione, mentre per le impegnative per esami e visite specialistiche, i farmaci analgesici oppiacei, quelli distribuiti per conto e l'ossigeno, continuiamo a stampare la ricetta cartacea rossa del servizio sanitario nazionale. Dunque necessitiamo di doppia stampante e di sw ad hoc, in parte rimborsati in base a un accordo del 16 gennaio 2013 che abbiamo dovuto ridiscutere questa primavera poiché la Regione è in piano di rientro. Per far quadrare i conti, la parte pubblica voleva rivedere certe condizioni, incluso un tavolo di monitoraggio a tutela di entrambe le parti, e far cessare l'accordo a dicembre».

Il sindacato che ha risposto? «Premetto: siamo al 4° cambio di direttore generale e di assessore dacché è uscito il decreto sulla ricetta de materializzata; non firmiamo un accordo integrativo dal 2006 dunque in altre regioni ove cessasse il ristoro ci sono compensazioni da noi non contemplate. Abbiamo chiesto al direttore generale Fulvio Moirano di far cessare il ristoro alla stipula di un successivo accordo regionale, affinché non siamo solo noi a sobbarcarci le spese per compiti amministrativi. Si è arrivati al compromesso di rivederci prima di fine anno ma fin qui è solo silenzio. La previsione formale è che, ove si continuasse a lavorare in situazione di precarietà, sia la Regione ad accollarsi la garanzia della continuità del servizio di ricetta de materializzata senza ulteriori oneri tecnici ed economici per i medici». Che vuol dire? «Non mi aspetto che il 1° gennaio arrivi il tecnico della regione a montare nel mio studio attrezzatura e software; mi aspetto che si prolunghi l'accordo per il ristoro in prorogatio o si faccia un nuovo accordo. Interrompere unilateralmente l'accordo non ha senso». I medici potrebbero interrompere l'invio della ricetta de materializzata? «Fimmg ha iniziato l'informatizzazione 20 anni fa, prima della parte pubblica, e confida molto nello sviluppo di questi aspetti... che però aiutano non tanto il nostro rapporto con il paziente e la sua salute, quanto il funzionamento del sistema e i controlli. A fronte di patti non rispettati ci avvarremo di tutti gli strumenti a nostra disposizione consapevoli che la de materializzazione è prevista per legge ma è attuata da norme da non disattendere, pena l'enorme difficoltà a realizzare la legge».

Mauro Miserendino
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