Sanità

nov282014

Ricetta elettronica, non raggiunti obiettivi ma la macchina è partita

Ricetta elettronica, non raggiunti obiettivi ma la macchina è partita

Dopo lo slancio della Sicilia, che ha già raggiunto l'85% della dematerializzazione delle ricette, grande successo per il Veneto, che dal primo settembre è arrivato all'80%. Ma complessivamente gli obiettivi previsti nell'Agenda digitale del Governo Monti (80%) per la fine dell'anno sono ancora lontani. Sono ancora molte le regioni ferme o quelle che stanno avanzando più a rilento, anche se regioni come la Lombardia sono ormai in dirittura d'arrivo per passare alla fase a regime. È questo il punto sulla dematerializzazione della ricetta di Gianni Petrosillo, amministratore delegato di Promofarma. «Tra le Regioni Sar, che si appoggiano al sistema regionale, ferma c'è Bolzano, meglio vanno Trento e l'Emilia Romagna. Per quanto riguarda la Lombardia si sta avvicinando all'estensione su tutto il territorio e credo che manchi poco. Grande risultato in Veneto dove da inizio settembre in poco tempo è stato raggiunto l'80%. Invece, tra le regioni Sac, che si appoggiano al sistema di accoglienza centrale, ancora ferme sono Lazio, Calabria, Abruzzo, ma anche Molise, Campania, Sardegna, Liguria, mentre a essere a regime sono Basilicata, Valle d'Aosta e Sicilia. Le altre procedono un po' a rilento. Complessivamente a luglio il risultato raggiunto a livello nazionale era del 22%, ora, considerando il Veneto, credo che siamo intorno al 30-35%». Il caso del Veneto, sottolinea Petrosillo, «è emblematico e dimostra come una volta risolte le criticità si passa in poco tempo a una mole elevata di ricette dematerializzate». Tra le ragioni del rallentamento «ci possono essere questioni tecniche, una macchina regionale che stenta a partire, forse anche perché il progetto non è la priorità del momento, ma va detto che in molte regioni ci sono situazioni complicate sul fronte dei medici di medicina generale», che, in alcuni casi, stentano a trovare un accordo sulla fornitura e sulla remunerazione. E sul futuro, «seguo passo a passo il progetto e vedo che il numero delle regioni con il semaforo verde, quelle cioè a regime, aumenta, come pure diminuisce quello delle regioni ferme. Credo che l'anno prossimo tante regioni, quasi la totalità, riusciranno a raggiungere l'obiettivo. Anche perché risolti gli ostacoli si trovano comunque una pista già pronta. Per altro anche dal Mef stanno arrivando richiami per le amministrazioni che non sono partite».

Francesca Giani



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