Sanità

dic112019

Ricetta elettronica veterinaria. Bilancio a otto mesi: criticità per vendite dirette e online

Ricetta elettronica veterinaria. Bilancio a otto mesi: criticità per vendite dirette e online

Un incontro al Ministero per un bilancio sulla ricetta elettronica veterinaria: 8 mesi di attività di veterinari, farmacie e grossisti

La ricetta elettronica veterinaria è obbligatoria, in via esclusiva, da aprile e a oggi risultano essere state compilate 5.380.569 prescrizioni, con 22mila veterinari che hanno compilato almeno una ricetta e 17.621 farmacie e grossisti che hanno usato il sistema. La fonte è il Sistema informativo nazionale della farmacosorveglianza e un primo bilancio di questi otto mesi è stato al centro di un convegno organizzato ieri da Ascofarve, l'Associazione Nazionale dei Distributori di Farmaci, su iniziativa della Senatrice Maria Rizzotti, dal titolo "Tracciabilità e ricetta veterinaria elettronica. Un Bilancio sui primi dati", che ha visto la partecipazione del Ministero della Salute e dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo, oltre che degli Ordini professionali (Fofi e Fnovi) e delle rappresentanze della filiera, dalla produzione alla distribuzione, ai medici veterinari.


I numeri tra veterinari, farmacie e grossisti

Secondo quanto riferisce l'Anmvi in una nota, «In base ai dati più recenti - aggiornati ogni 24 ore dal Sistema - i Medici Veterinari che utilizzano la Rev, compilandone almeno una al giorno, sono 9.900; le farmacie e i grossisti che hanno dispensato almeno una ricetta al giorno sono 8.100, con punte giornaliere che nell'ultimo trimestre hanno toccato le 119mila confezioni e 23mila ricette dispensate giornalmente. A sistema si contano 4,3 milioni di ricette solo per le cure degli animali da compagnia e degli equidi non destinati alla produzione alimentare». A oggi, dal 2015, quando è partita la Rev in via sperimentale, risultano essere state compilate in tutto 5.380.569 e, solo nel 2019, 5.252.616. Per quanto riguarda il numero di ricette dispensate, dal 2015 a oggi, sono 3.770.804, con un gap di circa 1,6 milioni. Guardando al mese di dicembre (i dati arrivano al 9) sono 168.325 le ricette compilate (un dato che comprende anche le prescrizioni annullate o in stato iniziale, cioè non emesse, come pure le ricette ripetibili che possono essere emesse entro tre mesi), 147.025 quelle dispensate riguardanti solo farmaci e 153.502 quelle confermate generali. Nel dettaglio, tra quelle compilate, le annullate sono 3.439 e 11.384 quelle in stato iniziale. Analizzando poi le ricette per tipologia, sono 136.396 le prescrizioni veterinarie Pet e equidi Non destinati alla produzione alimentare, 8889 quelle destinate al rifornimento della scorta di struttura non zootecnica e 6.653 di struttura zootecnica; 1.944 sono quelle per scorta propria, 574 quelle usate per autoconsumo, e 13.869 il resto delle prescrizioni veterinarie.


Bilancio occasione di confronto tra stakeholder

«Il convegno è stato un importante momento per fare un bilancio di questi primi otto mesi ma anche di confronto tra gli stakeholder coinvolti» spiega Roberto Rebasti, presidente di Ascofarve, in una intervista a Farmacista33. «Le problematiche che erano state segnalate in fase di avvio della Rev in via esclusiva sono, in molti casi, state risolte o in via di risoluzione, ma permangono alcuni nodi ed emergono anche una serie di criticità che richiedono la disponibilità e il confronto tra tutti gli stakeholder». Tra queste, «a essere stata segnalata anche nel corso del convegno, c'è una difficoltà del mercato, con un calo nelle vendite, che, in parte, è certamente spiegata da una razionalizzazione nell'uso dei farmaci, in particolare relativa agli antibiotici, derivante da un uso più consapevole». Rimangono, tuttavia, una «serie di problematiche legate a un uso di canali alternativi di vendita che si stanno creando. Fenomeni che, sia pure in seme, erano presenti anche in precedenza, ma che stanno aumentando all'indomani della Rev». Tra questi, «il ricorso all'online, che sta crescendo, per una serie di fattori, tra cui la volontà di bypassare la tracciatura da parte degli utenti, di semplificare le procedure o anche solo per il costo. Se si incrementa la domanda, è chiaro che tenda ad aumentare anche l'offerta, con un circolo che si autoalimenta, ma occorre ricordare i rischi che si corrono, dal momento che viene meno il sistema di controllo e sicurezza che c'è sul farmaco». Dai dati, poi, «risulta esserci un aumento della dispensazione diretta da parte del veterinario in caso di inizio della terapia con un calo della dispensazione in farmacia. Va detto, però, che le due grandezze non si compensano del tutto, ma si inseriscono nel calo generalizzato di cui ho fatto menzione in precedenza». Le criticità «ci sono ma dobbiamo remare insieme e ricercare il più possibile una collaborazione tra i diversi attori coinvolti».

«Abbiamo sempre collaborato e continueremo a collaborare per il miglioramento della tracciabilità» ha aggiunto Antonello Mirone, Presidente di Federfarma Servizi. «Il modello di funzionamento della filiera relativa al farmaco umano, che garantisce una tutela del cittadino, deve ritrovare la stessa applicazione anche nel farmaco veterinario, che, in certi casi, entra nell'alimentazione dei cittadini». Anche in questo ambito, «è necessario fare un'opera di divulgazione e comunicazione corretta ai cittadini, soprattutto relativa agli acquisti online». Anche perché «se c'è una crescita nella domanda, purtroppo, c'è un mercato che si organizza, anche in maniera criminale, con delle risposte che non sono quelle che noi vogliamo dare al cittadino e al suo bisogno di salute. Dobbiamo fare tutti uno sforzo per vincere insieme questa sfida».

Francesca Giani
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