Sanità

mag152019

Ricetta elettronica veterinaria, le criticità di veterinari e farmacisti tra costi aggiuntivi e aggiornamento prontuario

Ricetta elettronica veterinaria, le criticità di veterinari e farmacisti tra costi aggiuntivi e aggiornamento prontuario

Ricetta elettronica veterinaria, le criticità di veterinari e farmacisti su costi aggiuntivi e aggiornamento prontuario alimentano il dibattito sui chiarimenti del Ministero

Continua a suscitare il dibattito la ricetta elettronica veterinaria, tra criticità segnalate dagli attori coinvolti e perplessità. È di questi giorni la risposta che la Fnovi, la Federazione degli ordini dei veterinari, ha fatto pervenire a Ministero della Salute e Federfarma, in una lettera, sulla questione di un sovrapprezzo applicato alla Rev sollevata in alcuni articoli di quotidiani. Se i veterinari rivendicano la libertà di stabilire il proprio onorario con il cliente, dall'altra parte c'è un cittadino che, per ottenere la prescrizione e il farmaco, si ritrova una situazione diversa tra il prima e il dopo Rev. Anche per le farmacie rimangono ancora alcune questioni aperte e difficoltà, legate per esempio al numero di ricette che contengono farmaci non più in commercio, e, intanto, dalla categoria è stato chiesto un incontro con Fnovi e la Fofi per fare un punto sul primo mese di applicazione.
Dopo le segnalazioni dell'applicazione di costi aggiuntivi per la Rev, richiamate dalla stampa, e il chiarimento del Ministero della Salute, ripreso in una circolare di Federfarma, la Fnovi è scesa di nuovo in campo e in una nota ha voluto «ribadire, come ci eravamo già espressi in proposito, che il compenso economico delle prestazioni professionali è sempre determinato dal professionista con il cliente e deve essere commisurato alla difficoltà, alla complessità, alla qualità delle prestazioni, alle competenze e all'impegno richiesti e ai mezzi impiegati, garantendo la qualità e la sicurezza della prestazione». Inoltre, «ci preme poi evidenziare, come dato di fatto e contrariamente alle previsioni, che dall'entrata in vigore della Rev ci viene segnalato dai medici veterinari di tutto il territorio nazionale un aumento importante di richieste di ricette di farmaci prescrivibili. Nei prossimi giorni», conclude la nota, «su richiesta di Federfarma, verrà programmato un incontro con Fnovi e Fofi».
Sul tema è intervenuta anche l'Anmvi, associazione nazionale dei veterinari che ha richiamato il fatto che «la prescrizione sia un atto medico veterinario». «Il Medico Veterinario non è obbligato né alla gratuità né ad alcuna tariffa fissa per l'emissione della ricetta elettronica». Da qui la richiesta di «ribadire il corretto quadro giuridico della prestazione di prescrizione veterinaria, a tutto beneficio della corretta informazione al Cittadino e del paziente animale in terapia».

Informare correttamente il cittadino
Resta comunque il punto di come spiegare al cittadino, che poi è il fruitore della ricetta, digitale o cartacea che sia, perché debba ritrovarsi, negli specifici casi segnalati, una differenza di prezzo per la stessa prestazione fatta su carta, prima del 16 aprile, o, dopo tale data, nel passaggio alla versione elettronica. Sul nodo si registra anche un comunicato stampa del Silvep, il sindacato dei veterinari liberi professionisti, che in diverse occasioni erano scesi in campo per sottolineare le difficoltà per la Rev: «Secondo il Ministero, il medico che prima della Rev non si faceva pagare per la semplice emissione di una ricetta cartacea, senza una prestazione clinica, dovrebbe continuare a non farsi pagare nonostante ora (nelle migliori delle ipotesi) debba dedicare ad attività non retribuita non meno di "due" minuti del proprio tempo. L'affermazione contrasta con la constatazione che ogni prescrizione - salvo casi del tutto eccezionali - segue o comunque necessita di attività clinico medico veterinaria, attività che deve essere retribuita». Inoltre, «emettere ricetta elettronica impone dei costi, tanto significativi da essere emessi in parte con contributi del Sistema Sanitario Nazionale quando furono coinvolti i medici di famiglia (mai con gli stessi obblighi riservati ai veterinari)».

Perplessità a parte, resta la richiesta avanzata da Anmvi «al Ministero della Salute di agevolare quanto prima i Medici Veterinari all'emissione digitale della Rev (superamento delle disfunzionalità informatiche e inter-operatività con i gestionali informatici già in uso presso le strutture veterinarie) per evitare che le difficoltà informatiche alimentino strumentalizzazioni dannose per tutti gli operatori coinvolti nella Rev».

Difficoltà in farmacia: Prontuario non aggiornato e sostituzione
Dai farmacisti, tra le criticità operative segnalate, c'è in primo luogo il fatto che alcune prescrizioni rimandano a farmaci non più in commercio. Come era stato segnalato da Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte, in una intervista a Repubblica, «nella banca dati cui il veterinario attinge per compilare la ricetta elettronica, sono stati inseriti tutti i farmaci registrati, un numero superiore a quelli realmente in commercio. Di uno stesso prodotto esistono varianti, ma il codice richiesto è univoco e il medico non ha modo di distinguerlo. Con la ricetta cartacea potevamo dare il farmaco realmente disponibile, con l'elettronica di mezzo non ci è più consentito». Sul tema Federfarma nazionale si è attivata, come avevamo anticipato, con una lettera al Ministero, chiedendo un intervento per «eliminare dal Prontuario tutti i farmaci che non sono più disponibili sul territorio italiano».
Anche perché le farmacie si vedono chiamate a procedere con la sostituzione, che è un altro capitolo segnalato come complesso, laddove, in particolare, la sostituzione non sia verso un medicinale equivalente per ragioni di risparmio economico del cittadino.

Intanto, sul portale messo a disposizione dal Ministero sono riportati alcuni dati relativi alle prescrizioni digitali: limitatamente alla prescrizione veterinaria, per quanto il numero giornaliero di farmacie, parafarmacie, grossisti che hanno dispensato almeno una ricetta, nel solo mese di maggio, il totale è di 2.342, con un dato che in alcuni giorni è stato sotto la decina (il primo maggio, il 5 e il 12) mentre più frequentemente è stato tra le 250 e le 290 circa unità, con un picco di 292 raggiunto il 10.

Francesca Giani

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