Sanità

giu282018

Ricetta elettronica via App: test in Lombardia. È polemica su rischio accaparramento

Ricetta elettronica via App: test in Lombardia. È polemica su rischio accaparramento

A partire dal primo luglio la Lombardia avvia la sperimentazione di una App che consente di ritirare i farmaci con prescrizione recandosi direttamente in farmacia senza andare nuovamente dal medico curante. Il sistema verrà testato nell'Azienda socio sanitaria territoriale Rhodense di Garbagnate Milanese, in provincia di Milano grazie a un contratto di collaborazione siglato tra Federfarma Lombardia, Assofarm Confservizi Lombardia e l'Asst per l'utilizzo del servizio "Saluti le Ricette". Il paziente, spiega una nota, riceve la ricetta ripetibile direttamente sullo smartphone o tablet, dotata di codice a barre che il farmacista legge con la propria penna ottica direttamente dallo display del dispositivo. Il gestionale della farmacia recupera la ricetta dal Siss, il sistema informativo della Regione, e lo stampa per consentire al farmacista di attaccarci sopra le fustelle.

«Un progetto importante che farà risparmiare tempo prezioso ai cittadini - ha affermato l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera - che va ad aggiungere un altro tassello alla piena attuazione della presa in carico del malato cronico che stiamo mettendo in atto nella nostra regione. Il medico registrerà tutte le ricette dematerializzate per i farmaci previsti dal Piano assistenziale individuale (Pai) e il paziente potrà recarsi direttamente in farmacia per acquistarli. L'obiettivo - ha concluso l'assessore - sarà permettere ai pazienti cronici il ritiro dei propri farmaci in farmacia direttamente con la tessera sanitaria, sfruttando il fascicolo sanitario elettronico».

Ma se per Gallera il sistema in sperimentazione «faciliterà ulteriormente l'utente, permettendo alla farmacia che il cittadino ha scelto per il ritiro del farmaco di stampare il promemoria cartaceo necessario per ogni prescrizione», a sollevare alcuni dubbi sui rischi per le farmacie a cui espone il progetto sono i vertici nazionali di Federfarma. Nelle odierne dichiarazioni rese note dall'house organ del sindacato, il vicepresidente di Federfarma, Vittorio Contarina sostiene che «prevedere la possibilità che la farmacia stampi il promemoria rischia di favorire l'accaparramento di ricette tramite invio diretto dei file al farmacista. C'è il rischio anche - prosegue Contarina - come è successo a Roma in un caso, che i pazienti possano stampare autonomamente in farmacia le ricette con una stampante fai da te, e questo sarebbe deontologicamente scorretto. L'esperienza lombarda potrebbe andare in questa direzione». Ma secondo la presidenza di Federfarma Lombardia non ci sono questi rischi in quanto «la prescrizione passa dalle mani dell'assistito, non è più possibile obbligarlo ad andare in una certa farmacia». Il test sarà limitato all'inizio al territorio che ricade nell'Asst Rhodense di Garbagnate Milanese, se funzionerà è probabile che la sperimentazione verrà poi estesa ad altre zone della regione


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