Sanità

apr242019

Ricetta veterinaria elettronica e sostituzione in farmacia: Ministero fa chiarezza

Ricetta veterinaria elettronica e sostituzione in farmacia: Ministero fa chiarezza

Ricetta veterinaria elettronica, dal Ministero i chiarimenti in merito alla possibilità di sostituire farmaci in caso di indisponibilità

Con l'obbligo della ricetta veterinaria elettronica a regime da alcuni giorni, sono emersi i primi dubbi e criticità, su cui i farmacisti si confrontano anche sui social, in particolare. Uno dei temi emersi riguarda la possibilità di sostituzione, da parte del farmacista, in caso di indisponibilità del medicinale prescritto dal veterinario, su cui il ministero della Salute ha fornito alcuni chiarimenti con casistiche che si potrebbero verificare in farmacia.
Intanto, con una nota esplicativa, il dicastero ricorda i rispettivi obblighi delle due figure professionali coinvolte: il veterinario "è tenuto a prescrivere la confezione con unità posologiche adeguate alla terapia ed al numero di animali". Il farmacista "fornisce i medicinali prescritti con la ricetta veterinaria nella quantità indicata nella prescrizione".
Rifacendosi, poi, la normativa sui medicinali veterinari (dlgs 193/06) individua due fattispecie in cui si può valutare la sostituzione. In un primo caso, il farmacista può "valutare la possibilità di effettuare la sostituzione dei medicinali veterinari prescritti con medicinali veterinari generici, solo per ragioni di convenienza economica", quindi "può suggerire e consegnare un medicinale veterinario generico, avente denominazione diversa rispetto a quello prescritto, purché sia più conveniente da un punto di vista economico per l'acquirente. Deve essere garantita l'identità della composizione quali-quantitativa del principio attivo, la stessa forma farmaceutica e la specie di destinazione". In tal caso, precisa il Ministero, "non è necessario che il veterinario autorizzi la sostituzione".
Se, invece, sussiste l'urgenza di inizio della terapia e il medicinale veterinario prescritto non è immediatamente disponibile, il farmacista "può consegnare un medicinale veterinario corrispondente purché analogo a quello prescritto nella ricetta per composizione quali-quantitativa del principio attivo e degli eccipienti e per la specie di destinazione, previo assenso del veterinario che ha rilasciato la prescrizione" e, precisa il Ministero, questo tipo di sostituzione "deve essere autorizzata dal medico veterinario e regolarizzata dallo stesso, attraverso le modalità previste dal sistema di cui fa parte la ricetta elettronica, entro 5 giorni lavorativi".

Possibili casi di sostituzione
La nota riporta anche alcune casistiche di situazioni che si possono verificare in farmacia e la relative modalità di gestione.
- In caso di soluzioni perfusionali (soluzioni fisiologiche, acqua p.p.i., glucosio 5%, glucosio 10%, glucosio 33%, glucosio 50%, fruttosio 20%, ringer lattato, ringer acetato, sodio bicarbonato 8,4%, soluzione elettrolitica reidratante III), a parità di composizione quali-quantitativa, a prescindere dalla specie animale di indicazione, per il Ministero è considerato "lecito effettuare la sostituzione con una stessa soluzione di altra ditta titolare di autorizzazione, purché sia mantenuta la tipologia di confezione prescritta (500 ml, 250 ml e così via). In questo caso non è necessario l'assenso del medico veterinario".
- In caso di farmaci di importazione parallela, cioè autorizzati anche in Italia ma importati da un altro Stato membro, rietichettati e venduti sul mercato italiano, "la sostituzione è considerata lecita senza l'assenso del medico veterinario, purché sia non svantaggioso da un punto di vista economico per l'acquirente".
- Non è invece lecita la sostituzione del medicinale prescritto con uno con la stessa forma farmaceutica ma diverso dosaggio, chiesta al farmacista per motivi di maggiore economicità: per il Ministero si tratta di "uno scambio che comporta una modifica posologica di competenza veterinaria".
- Infine, in caso di prescrizione di un medicinale umano in deroga è considerata lecita la sostituzione con il corrispondente medicinale generico.

Farmaci non più in commercio: "ripulire" i data base
Alla luce di questi chiarimenti, inviati, tra gli altri, alle associazioni distributori, di veterinari, di produttori, di titolari di farmacia e di parafarmacia e alla Federazione degli Ordine dei farmacisti, la Federfarma oltre a evidenziarne i punti essenziali, plaude alla decisione del Ministero di ampliare la possibilità per la farmacia di sostituire il farmaco prescritto, non solo con i generici ma anche con i farmaci di importazione parallela, anche in considerazione del fatto questi ultimi "cominciano ad essere presenti in buon numero sul mercato, forse in misura anche superiore ai farmaci generici".
Ma sottolinea anche che, dal momento che la sostituzione "sarebbe lecita solo se effettuata con una confezione di farmaco di unità posologiche uguale o inferiore a quello prescritto in ricetta" si crea un problema "poiché in alcuni casi, le Rev emesse in questi primi giorni di applicazione, recano prescrizione di farmaci con Aic non in commercio mentre ne esiste altra confezione ma con numero di unità posologiche differente". Ed è con questo razionale che ha richiesto che il Ministero e l'Istituto zooprofilattico di Teramo provvedano a eliminare dalle proprie banche dati tutte le confezioni non in commercio". Su questo aspetto, per altro, la nota del ministero ricorda che i titolari di Aic hanno "l'obbligo, di comunicare la data di effettiva commercializzazione, la cessazione, temporanea o definitiva, della commercializzazione di ogni medicinale per le diverse confezioni, anche ai fini dell'aggiornamento del prontuario online dei medicinali veterinari". Ma secondo Federfarma, se a questa "esortazione" ai titolari di Aic di adempiere agli obblighi imposti loro per legge, seguisse "un'efficace attività di enforcement da parte delle Autorità pubbliche preposte al controllo, darebbe la possibilità di porre le basi di una futura "ripulitura", dalla banca dati del Ministero, dei farmaci non più in commercio".
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