Sanità

mag112019

Ricetta veterinaria elettronica, focus su regole e chiarimenti da Ministero. Restano dubbi su urgenze

Ricetta veterinaria elettronica, focus su regole e chiarimenti da Ministero. Restano dubbi su urgenze

Ricetta elettronica veterinaria: raggiunte le 26mila Rev al giorno, emergono però lentezze informatiche e difficoltà operative

C'è fermento attorno alla partenza operativa della ricetta veterinaria elettronica avvenuta il 16 aprile. Mentre dal Ministero della Salute si sono susseguiti una serie di chiarimenti, man mano che sono state sollevate criticità ed esigenze da parte degli attori coinvolti - l'ultimo ha riguardato la denuncia di pazienti che hanno segnalato un sovrapprezzo per la ricetta da parte dei veterinari quando non rientrante in una visita -, da un primo bilancio, disponibile anche sul sito dell'Associazione medici veterinari, si sarebbe raggiunta una media di 26mila Rev al giorno per 11.000 Medici Veterinari che quotidianamente si sono collegati al Sistema. Ma non mancano segnalazioni di lentezze e criticità da parte degli attori coinvolti.
Da un primo bilancio di questa fase di operatività a emergere sono, come sottolineato dall'Associazione medici veterinari, alcune «lentezze informatiche e difficoltà operative». Il bilancio è stato portato avanti al convegno "Guida Facile alla ricetta veterinaria elettronica" organizzato a Bologna da Anmvi, che si è concluso ieri e a cui hanno partecipato anche il dirigente del Ministero della Salute Salvatore Macrì (Ufficio Medicinali Veterinari, Dgsaf), la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca e Achille Gallina Toschi, Presidente di Federfarma Emilia Romagna e componente del Consiglio di Presidenza di Federfarma nazionale. Secondo il resoconto dell'Anmvi, «nonostante un complicato rodaggio iniziale, i numeri delle prime due settimane sono molto significativi: una media 26mila ricette veterinarie elettroniche al giorno e 11.000 Medici Veterinari che agiscono quotidianamente nel Sistema Rev. C'è stata quindi una forte pressione sul Sistema informatico che ha scontato lentezze e qualche intoppo. Il Ministero della Salute ne è consapevole e considera il sistema "in fase di assestamento" e costantemente in via di implementazione».
Dall'altro lato, «medici veterinari e farmacisti concordano sull'importanza di una stretta collaborazione operativa. Bisogna parlarsi più di prima» ha detto il Presidente Anmvi, Marco Melosi, «con una telefonata ci si chiarisce rapidamente a tutto vantaggio del proprietario e dell'animale». Nelle farmacie «la situazione sta migliorando» spiegano le due rappresentanze regionali di Federfarma. «Superata questa prima fase, la ricetta elettronica faciliterà il compito di tutti. La Rev aiuta a lavorare insieme e non si tornerà indietro».
A ogni modo, «intoppi a parte, la Rev permette di superare errori di compilazioni, incertezze di lettura o banali imprecisioni, a tutto vantaggio del cittadino che è il vero destinatario». C'è poi l'aspetto tracciabilità e lotta alla vendita illegale a distanza: «Anmvi e Federfarma hanno ricordato che le confezioni dei farmaci veterinari hanno un codice a barre da molti anni per una tracciatura completa che nella REV trova il suo compimento finale. Le sigle hanno condiviso l'esigenza di fermare gli abusi di vendita illegale a distanza dei farmaci veterinari soggetti a prescrizione e, in questo ambito, proporranno al Ministero della Salute iniziative contro la vendita on line illegale» verso «iniziative specifiche che rendano pianamente efficace il divieto».

I chiarimenti del Ministero
Per quanto riguarda gli ultimi interventi sul tema del Ministero, il più recente ha richiamato il fatto che «il nuovo sistema non introduce né nuovi obblighi né adempimenti aggiuntivi, rispetto a quelli già previsti dalla normativa vigente, a carico dei veterinari e degli utenti finali, anzi determinerà un notevole risparmio di mezzi impiegati da parte dei fruitori del sistema. La ricetta veterinaria resta obbligatoria negli stessi casi in cui lo era prima dell'entrata in vigore della prescrizione elettronica. Quindi non vi è alcun motivo per cui con il formato elettronico il numero delle prescrizioni debba aumentare. Il medico veterinario che prima non si faceva pagare per la semplice emissione di una ricetta cartacea, senza una prestazione clinica, dovrebbe ugualmente non farsi pagare. Il nuovo sistema, infatti, non va a modificare in alcun modo la gestione fiscale e professionale della prestazione di "prescrizione" da parte del medico veterinario rispetto all'utilizzo della ricetta cartacea. Il sistema consente, anche, al veterinario di indicare sulla ricetta se si tratta di una prescrizione di farmaci necessaria al prosieguo di terapia, alla cura di una malattia cronica o all'adozione di una nuova terapia».
Riguardo poi un altro "disservizio" segnalato, e che è stato al centro del Convengo, «ovvero la "lunghezza" dei tempi necessari alla prescrizione elettronica, secondo cui sarebbero necessari fino a 15 minuti per emettere una ricetta, si precisa che il Centro Servizi Nazionale c/o l'Izsam che gestisce il sistema informatico ha effettuato le verifiche del caso e ha confermato che su un numero di 500.000 ricette emesse dal 1° gennaio 2019, il tempo medio necessario per una prescrizione tramite postazione fissa è stato pari a 3 minuti e tramite APP è risultato essere più veloce, pari a circa 2 minuti».

Cosa fare in caso di difficoltà
A ogni modo, è il chiarimento del Ministero, «nella presente fase di transizione laddove emergono delle difficoltà ad accedere al sistema da parte del farmacista, come riportato dal manuale, il veterinario emette la ricetta elettronica (versione Pdf o Jpg), il farmacista annota il numero di ricetta e PIN, la data di dispensazione, le AIC dei farmaci dispensati e il numero delle confezioni dispensate ed i relativi numeri di lotto e scadenza e al ripristino della funzionalità del sistema registrerà la dispensazione del medicinale, indicando nel campo "data fornitura" la data nella quale i farmaci sono stati dispensati».

Farmaci non più in commercio e ricette cartacee in urgenza
Ma, al di là dei chiarimenti ministeriali, Federfarma nazionale, in una circolare di settimana scorsa, aveva messo in luce alcune criticità che nonostante gli interventi permangono: tra queste il fatto che «ci segnalano casi di Rev contenenti farmaci con Aic non in commercio e del farmacista che, quando può, eroga un farmaco in commercio identico (ovvero stesso principio attivo, dosaggio e forma farmaceutica), ma con unità posologiche diverse. Secondo quanto scritto dal Ministero la sostituzione sarebbe lecita solo se effettuata con farmaco con unità posologiche di numero uguale/inferiore a quelle prescritte. La questione non sembra risibile dato che ci sono arrivate, nei primi giorni di attuazione della nuova normativa, diverse segnalazioni di Rev contenenti farmaci con Aic non in commercio. Considerando che abbiamo già sollevato tale problema (che esisteva già prima della Rev) nel corso delle riunioni tenutesi in quest'ultimo anno e mezzo, a nostro avviso il Ministero e l'Istituto Zooprofilattico di Teramo dovrebbero prendere l'impegno di "ripulire" la loro banca dati da tutte le confezioni non più in commercio. Ciò eviterebbe numerosi problemi pratici alle farmacie e non indurrebbe più in errore i veterinari».
L'attività del Ministero è stata comunque accolta positivamente dal sindacato dei titolari di farmacia, in particolare l'azione "volta a scoraggiare eventuali abusi perpetuati con il pretesto del nuovo contesto regolatorio". Ma, in una nota di oggi, Federfarma fa sapere di aver chiesto al Ministero maggiore comunicazione "in merito all'utilizzo di modalità alternative per cercare di evitare al minimo le difficoltà di accesso al sistema" e "un'azione urgente per ovviare, in particolare, a due problemi: quello delle prescrizioni, tramite Rev, di farmaci non in commercio - che sono ancora troppe e costringono le farmacie ad una difficile attività di sostituzione - e quello della gestione delle ricette prescritte su carta dal veterinario in caso di urgenza". In quest'ultima circostanza, il Manuale operativo prevede che le farmacie gestiscano tali ricette utilizzando una maschera web ad hoc, "tale maschera web - fa notare Federfarma - la cui attivazione era stata promessa subito dopo Pasqua, ancora non è stata resa disponibile, bloccando in tal modo, sine die, l'erogazione del medicinale veterinario da parte delle nostre farmacie".

Francesca Giani

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