Sanità

mag202014

Riciclaggio farmaci rubati, Aifa: identificati gli operatori non autorizzati

farmaci lente d''ingrandimento

Il caso del riciclaggio di confezioni di Herceptin, farmaco antitumorale, vendute in paesi europei tramite operatori illegali, si è allargato ad altri medicinali e ha portato all’identificazione di distributori non autorizzati, italiani ed esteri, i cui nomi sono stati resi noti. È quanto ha fatto sapere l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in merito alle indagini avviate insieme a Carabinieri Nas, in una nota ufficiale, in cui si sottolinea che alcuni dei farmaci identificati risultano «rubati in Italia, che sarebbero stati contraffatti e reintrodotti con falsa documentazione in altri paesi europei». Secondo le indagini dei Nas, «in questo traffico sarebbero stati coinvolti diversi grossisti europei che avrebbero emesso le fatture utilizzate per vendere i medicinali rubati ad operatori italiani autorizzati, che, a loro volta, li avrebbero esportati verso altri mercati europei». L’Aifa ribadisce che «trattandosi di distributori non autorizzati, i prodotti da questi commercializzati non possono essere ritenuti sicuri e efficaci, pertanto sono da considerarsi medicinali "falsificati" e non devono essere utilizzati» e invita «gli Stati Membri a contattare i grossisti e gli importatori paralleli con sede sul proprio territorio, affinché i prodotti acquistati dagli operatori non autorizzati siano messi temporaneamente in quarantena». Inoltre, avverte i distributori che avessero acquistato medicinali per esportazione da uno degli operatori italiani o esteri individuati nel corso delle indagini (riportati nell’elenco in basso), di segnalare il caso al Nucleo dei Carabinieri Nas competente per territorio e all’Aifa, inviando dati e copie delle relative fatture, per consentire l’espletamento delle attività di indagine e controllo di rispettiva competenza, a conclusione delle quali si procederà, a seconda degli esiti, alla conferma dello stato di quarantena o alla validazione rispetto alla sicurezza dei prodotti. Per completare l’informazione, il sito dell’Aifa mette a disposizione l’elenco di grossisti europei che sarebbero stati coinvolti e degli operatori italiani che avrebbero acquistato - direttamente o indirettamente - farmaci per esportazione dai distributori esteri non autorizzati.

Simona Zazzetta


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