Sanità

mag62015

Riconciliazione farmacologica, Ghirardini (Ministero): da sanità elettronica dialogo ospedale-territorio

Riconciliazione farmacologica, Ghirardini (Ministero): con sanità elettronica dialogo ospedale-territorio
Sarà la digitalizzazione della sanità, «ancora in fase embrionale di diffusione», a permettere il vero dialogo tra ospedale e territorio e a supportare farmacista territoriale e farmacie di comunità nel processo di Riconciliazione della terapia farmacologica una volta che il paziente viene dimesso dall'ospedale. È quanto spiega a Farmacista33 Alessandro Ghirardini, direttore Ufficio III, Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute, commentando la Raccomandazione n. 17 per la riconciliazione della terapia farmacologica pubblicata recentemente dal dicastero che, spiega «elenca una serie di interventi che si possono attuare per prevenire gli errori e aiutare il medico prescrittore nella predisposizione di una terapia farmacologica» e che al momento prevedono per il farmacista ospedaliero, un importante ruolo di supporto al prescrittore. E chiarisce: «Al ricovero del paziente vanno raccolte da parte di operatori sanitari (medici, infermieri, farmacisti) che sarà la procedura aziendale ad individuare, informazioni sui medicinali che assume, dai Sop agli Otc, compresi omeopatici, fitoterapici e integratori e ogni altro prodotto della medicina non convenzionale, indicando dosaggi, ultima dose assunta con particolare attenzione alle formulazioni a lunga durata di azione e via di somministrazione. Nonché chiedere di allergie o intolleranze conosciute e altre informazioni sugli stili di vita». Dopo questa fase chiamata di Ricognizione «il medico prescrittore valuta se proseguire la terapia seguita dal paziente prima del ricovero o sostituirla in parte o in toto specificando il perché di ogni cambiamento, cioè passa alla fase di Riconciliazione». È in questo secondo momento, aggiunge Ghirardini «che il farmacista ospedaliero è sicuramente di valido supporto al prescrittore. Può contribuire a informare su aspetti di farmacocinetica, farmacodinamica, controindicazioni, interazioni, confondimento dovuto a farmaci Look-Alike/Sound-Alike (Lasa), note Aifa e dotazione dei farmaci specifica per l'ospedale, i protocolli/procedure aziendali sulla gestione dei farmaci anche quelli della continuità ospedale - territorio». È poi la stessa Raccomandazione che coinvolge in prospettiva le Farmacie di comunità, in quanto, spiega Ghirardini, «i trattamenti sanitari coinvolgono un numero sempre più rilevante di vari professionisti, ospedalieri e del territorio e, quindi, diviene essenziale un approccio integrato alla cura e lo scambio di informazioni sul percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale. Pertanto» conclude «la farmacia di comunità avrà un ruolo sempre più fondamentale non solo nella prevenzione e nella verifica dell'aderenza terapeutica ma anche nel processo di Riconciliazione della terapia farmacologica. E come avviene in altri Paesi il farmacista di comunità sarà supportato da tecnologie sanitarie, quali piattaforme informatiche condivise per lo scambio in sicurezza di alcune informazioni della terapia. Inoltre con la gestione del Dossier farmaceutico, parte integrante del fascicolo sanitario elettronico, potrà supportare il medico nella costruzione della storia terapeutica dell'assistito»

Simona Zazzetta

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