Sanità

set32015

Riforma Enpaf, Commissioni al lavoro. Conasfa: iscrizione sia facoltativa

Riforma Enpaf, Commissioni al lavoro. Conasfa: iscrizione sia facoltativa
Iscrizione facoltativa all'Enpaf per i farmacisti non titolari, revisione delle modalità di elezione dei rappresentanti ai vertici in modo che siano i singoli iscritti a scegliere direttamente il proprio rappresentante o il proprio delegato al voto e la garanzia che qualsiasi proposta non comporti aggravi contributivi per i farmacisti non titolari. Sono queste alcune delle proposte che il Conasfa ha portato in uno degli incontri - che si è tenuto lunedì - delle varie rappresentanze dei farmacisti con l'Enpaf, nell'ambito dei lavori avviati dalle commissioni sulla previdenza e sull'assistenza dell'Ente che mirano a portare una proposta di riforma della cassa, e che ha visto la partecipazione anche di Sinasfa, Fiafant, Fenagifar e Movimento liberi farmacisti. «Si è trattato di un incontro» spiega a Farmacista33 Silvera Ballerini, presidente Conasfa «in cui alle rappresentanze è stato chiesto di portare le proposte di riforma e che si colloca nell'ambito dei lavori delle commissioni dell'Ente insediatesi prima della pausa estiva, da cui scaturirà una proposta di riforma. Abbiamo avuto modo di spiegare la nostra visione e consegnare un documento, che sarà valutato dall'Ente, e ci è stato detto che verremo informati sullo stato di avanzamento dei lavori. Per quanto ci riguarda, seguiremo il percorso con attenzione e valuteremo se quanto uscirà dall'Ente sarà per noi accettabile». Tra le varie proposte del Conasfa, riassunte tutte in un documento disponibile sul sito, «si chiede alla Fofi di presentare una proposta di legge» in cui vi si preveda «l'iscrizione facoltativa all'Enpaf per i farmacisti dipendenti già provvisti di previdenza di primo pilastro e uno studio di forme di restituzione dei contributi previdenziali versati o di ricongiunzione con Inps senza oneri aggiuntivi, per i farmacisti dipendenti che decideranno di lasciare l'Enpaf». Inoltre, «nell'ipotesi di un rapido passaggio ad un modello contributivo si chiede per i dipendenti che oggi pagano la riduzione dell'85% di passare ad un contributo soggettivo minimo ridotto a quota fissa e «che questa nuova forma di contribuzione non venga trasformata in previdenza complementare con versamento del TFR». In ogni caso, «nell'attesa della riforma di un Enpaf facoltativo si chiede per tutti i disoccupati (iscritti all'ente prima e dopo il 2004) di pagare la quota previdenziale soggettiva di 1 euro (come riduzione del contributo soggettivo minimo) senza limiti temporali» e una «drastica riduzione del contributo di solidarietà per tutti gli iscritti dipendenti (rendendo tale contributo un valore fisso all'interno di un eventuale sistema contributivo)». Per quanto riguarda «borsisti, parasubordinati, partite iva e tutte le attività professionali del farmacista per cui è prevista attualmente l'iscrizione all'Enpaf con quota intera, affinché il farmacista possa riuscire più facilmente a conquistare e a mantenere spazi di professionalità anche al di fuori della farmacia del territorio si chiede l'assegnazione di una quota previdenziale agevolata (contributo soggettivo minimo adeguato al reddito)». E poi ancora: «abolizione dell'attuale meccanismo di penalizzazione dell'iscritto (perdita della riduzione) in stato di disoccupazione prolungata oltre i 5 anni o non giustificata; restituzione di tutto il versato in caso di mancato raggiungimento dei requisiti (20 anni di esercizio della professione e 30 di versamento) per la pensione a 68 anni; abolizione della norma che prevede che coloro che non riescono a stipulare contratti annuali superiori a sei mesi e un giorno, non avranno conteggiato l'anno come attività professionale e quindi lo perderanno in termini di anzianità professionale». Infine sulla rappresentatività in consiglio nazionale, «le modalità di elezione dei rappresentanti ai vertici dovrebbero essere rivisitate per dar modo ai singoli iscritti di scegliere direttamente il proprio rappresentante o il proprio delegato al voto e che il numero dei consiglieri nazionali deve essere ridotto».

Francesca Giani

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