Sanità

apr292016

Riforma Enpaf, Federfarma apre al passaggio a contributivo ma chiede garanzie

Riforma Enpaf, Federfarma apre al passaggio a contributivo ma chiede garanzie
Incremento della contribuzione a carico dei titolari di farmacia e dei loro familiari farmacisti, ma soltanto se il nuovo sistema saprà garantire a chi va in pensione prestazioni certe e decisamente migliori di quelle oggi erogate. Così Federfarma risponde in una lettera agli indirizzi della riforma previdenziale che Enpaf ha avviato l'estate scorsa. Enpaf, come noto, intende passare al sistema contributivo, ridefinendo le quote a carico degli iscritti, per chi è tenuto alla contribuzione intera si prospetterebbero oneri economici pari al 12% della retribuzione annuale, per un trattamento a riposo che non si discosterebbe di molto dall'attuale. Federfarma, nell'ottica di contribuire proattivamente al cantiere della riforma, invita alla gradualità nella riforma e alla semplificazione dell'attuale sistema.

Per quanto concerne i titolari e i loro familiari farmacisti, sottolinea il sindacato dei titolari nella lettera, l'obiettivo prioritario della riforma dovrebbe essere quello di rivedere i livelli contributivi in modo da assicurare a questa fetta di iscritti trattamenti di fine lavoro più robusti, almeno sui mille euro mensili. L'obiettivo, continua Federfarma, potrebbe essere raggiunto facendo leva sull'opzione già oggi prevista della contribuzione volontaria maggiorata: basterebbe consentire ai farmacisti di definire liberamente l'integrazione (oggi è possibile soltanto raddoppiare o triplicare la quota intera) oppure legarla al reddito; si introdurrebbe così un sistema binario - quota intera più volontaria - che porterebbe gradualmente al contributivo e consentirebbe verifiche in corso d'opera sulla tenuta dei conti. Nel frattempo Il Sole 24ore rende noti i numeri della chiusura di bilancio dell'ente di previdenza: Enpaf chiude con un avanzo di 139 milioni di euro; era stato di 149 milioni nel 2014. Il totale delle attività vale 2,1 miliardi, la componente maggiore riguarda le immobilizzazioni materiali (1,06 miliardi), seguono le liquidità (493 milioni) e le attività finanziarie (345 milioni). I proventi finanziari ammontano a 50 milioni, contro i 57 milioni del 2014: grosse differenze si rilevano nei proventi del fondo immobiliare passati da 7,6 a 4 milioni, per le plusvalenze passate da 5 a 3,7 milioni e gli interessi bancari, passati da 11,6 a 9,6 milioni; in aumento gli interessi e i premi sui titoli (da 29a 31 milioni) e i dividendi (da 2,9 a 3,4 milioni). L'ente ha incassato dai circa 90mila iscritti contributi per 266,83 milioni ed erogato prestazioni per 159,7 milioni d i euro. La pensione media erogata ai 23.913 pensionati (erano 24.649 nel 2014) è di 6.564 euro l'anno.


Marco Malagutti
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