Sanità

mag242018

Riforma Enpaf, si cercano percorsi condivisi. Ecco le voci della categoria

Riforma Enpaf, si cercano percorsi condivisi. Ecco le voci della categoria
All'indomani dell'incontro plenario che ha visto presenti 11 sigle di rappresentanza della categoria, non sono mancati i commenti su quanto emerso e sulle rispettive posizioni. Sul fronte dei farmacisti non titolari due le voci di rappresentanza sindacale. Da una parte il Conasfa che prende le distanze dal percepito del presidente dell'Enpaf Emilio Croce, in merito alla definizione di "strategie sensibili". Secondo il Conasfa "si sono stratificate due posizioni contrapposte su il sistema contributivo, che necessitano valutazioni e proiezioni circostanziate per una riflessione più ad hoc". Dal canto suo la sigla sostiene un "contributivo bloccato all'1% per i dipendenti per evitare quote a rialzo". E precisa che "il sistema contributivo può essere un mezzo per cancellare definitivamente la finestra di disoccupazione dei 5 anni, stabilizzando la quota al ribasso e rimuovendo tutti gli adempimenti da assolvere in caso di disoccupazione involontaria". Non rappresenta, invece, "una priorità, la riduzione della quota ai pensionati, viste le sacche di disoccupazione dei giovani e dei meno giovani fuori usciti in questi anni di crisi dal comparto".

Per il Sinasfa, altra sigla dei non titolari, il sistema contributivo "non è il migliore possibile, e questo lo si evince non solo a livello nazionale dalle critiche che da più parti gli vengono mosse, ma anche dalle proiezioni delle pensioni che rispetto al sistema retributivo sono di gran lunga più basse arrivando anche a percentuali del 55% dell'ultimo stipendio". Il Sinasfa "comprende le perplessità delle componenti della categoria che hanno Enpaf come unico pilastro contributivo ma nello stesso tempo ritiene che per continuare a mantenere il sistema attuale debbano essere risolte, con la collaborazione di tutti, le criticità più volte segnalate che toccano i farmacisti non titolari come, per esempio, quella dei 5 anni di disoccupazione".

Le rappresentanze sindacali dei farmacisti titolari hanno riportato per voce del Presidente nazionale di Federfarma Marco Cossolo un «bilancio positivo, ma il grosso del lavoro è ancora da fare» e l'impegno a continuare «a vigilare sul fatto che i tempi vengano rispettati e le soluzioni praticabili vengano attuate». Federfarma, si legge nell'house organ del sindacato, ha «posto delle istanze» e ora convocherà «la Commissione di Federfarma che si occupa di Enpaf chiedendo di fare delle valutazioni su quanto emerso al Tavolo. Nostro obiettivo, è far portare da Enpaf le riforme regolamentari, che possono essere condivise, all'attenzione del Consiglio nazionale di novembre. Ora attendiamo che arrivi il bilancio tecnico per vedere la sostenibilità dell'Ente, dopodiché si faranno dei tavoli tecnici per valutare quello che si può realizzare».

Presenti anche le rappresentanze delle parafarmacie che hanno portato le proprie proposte che, segnala Matteo Branca, presidente Fnpi, «verranno vagliate in tempi abbastanza rapidi: rateazione maggiore, possibilità di compensazione del contributo con i crediti Iva, allargamento e ottimizzazione del contributo una tantum in favore di liberi professionisti e parafarmacie». E aggiunge: «Non riteniamo inaccettabile e quindi sosterremo convintamente la riduzione del 50% della quota contributiva per i pensionati che proseguano l'attività lavorativa». Branca ricorda che da tempo Fnpi sollecita «la necessità del passaggio al sistema contributivo proporzionale al reddito, sui cui c'è stata ampia convergenza» e denuncia «l'evidente disparità tra gli oneri contributivi e gli strumenti a disposizione per sostenerli. Ciò richiede tempi di elaborazione anche legislativa più lunghi, e le criticità verranno comunque vagliate con spirito collaborativo da parte di tutti gli interlocutori».
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