dic232011
Riforma farmacie, Racca: la proposta c’è già, è il manifesto dei sette punti
L’incontro con il governo? Avverrà molto presto. E sul tavolo verrà messa una proposta di riforma del servizio farmaceutico ricalcata sul manifesto dei sette punti approvato a ottobre dall’assemblea generale di Federfarma. Così Annarosa Racca (foto), presidente nazionale del sindacato, risponde a quelle rappresentanze territoriali dei titolari che nei giorni scorsi avevano sollecitato i vertici di Federfarma a presentarsi al governo con progetti di ammodernamento della farmacia più ampi e coraggiosi.
Presidente, da Torino, Varese e Perugia arrivano inviti ad alzare la posta per evitare stangate da Catricalà e Monti. Qual è la vostra risposta?
Le Federfarma provinciali e i loro presidenti si attengano alla linea votata dall’assemblea nazionale. Sappiamo che con gli emendamenti all’articolo 32 poi approvati abbiamo vinto una battaglia, ma resta ancora da vincere la guerra. L’assemblea, che è sovrana, ha approvato a ottobre un programma ed è su quello continueremo a lavorare e a cercare un confronto con il governo. Vorremmo che tutte le Federfarma lavorassero nella stessa direzione.
In quel programma c’era l’abolizione della presenza del farmacista negli esercizi di vicinato. Con la fuoriuscita di una discreta fetta di fascia C dalla farmacia, ancorché senza ricetta, non ritiene che quella proposta sia ormai superata?
Il nostro progetto mira a rendere il servizio farmaceutico ancora più capillare sul territorio. Siamo convinti che un farmacista laureato preferirebbe sempre esercitare in una farmacia piuttosto che in una parafarmacia. Dovremo far capire al governo che insistere su questo discorso significherebbe andare in una direzione diversa dall’Europa.
Solleciterete un incontro con Monti o attenderete inviti espliciti?
Il ministro Balduzzi ha già detto chiaramente che è pronto a vederci. Contiamo di vederlo molto presto, perché consideriamo il ministro della Salute l’interlocutore naturale di chi lavora in un presidio del Ssn.
E se al tavolo trovaste le parafarmacie? Accettereste un confronto a tre?
A noi interessa parlare di servizio farmaceutico, nient’altro. Meglio che se ne parli soltanto in due, noi e il Ministro.