Sanità

gen232017

Riforma Piano studi, Ballerini (Conasfa): legislatore riconosca figura sanitaria del farmacista

Riforma Piano studi, Ballerini (Conasfa): legislatore riconosca figura sanitaria del farmacista
«Se il Legislatore non riconosce la figura sanitaria del farmacista, si va poco lontano. Non è previsto dalle norme, ad esempio, che il farmacista possa essere il primo soccorritore di una persona che sta male. Se a monte non si procede con questi cambiamenti, il resto degli interventi non sarà sufficiente». A parlare a Farmacista33 è la presidente di Conasfa, Silvera Ballerini, in merito alla revisione del Piano di studi in Farmacia al vaglio di Fofi e Conferenza dei Direttori. La Federazione delle Associazioni dei Farmacisti non Titolari sottolinea, insomma, la priorità e l'urgenza di un'azione volta a ridefinire la figura del farmacista che gli conferisca un ruolo fondamentale nell'ambito del Sistema Sanitario Nazionale con competenze che, al momento, non sono previste dallo stesso. «Ottimo l'inserimento all'interno del Piano di studi - si legge in una nota di Conasfa - di insegnamenti quali biochimica applicata medica e delle discipline riguardanti l'alimentazione e prodotti dietetici, anche se a nostro avviso dovrebbero essere ulteriormente implementati. Siamo infatti convinti che serva una formazione universitaria più approfondita sulle categorie di prodotti dove il consiglio del farmacista risulta fondamentale: quindi farmaci di automedicazione ed integratori, così come le medicine complementari (per esempio omeopatia, fiori di Bach), che rappresentano una realtà terapeutica ormai consolidata nel nostro paese». Discorso ancora acerbo, invece, quello sul numero programmato. «La riforma del Piano di studi - aggiunge la presidente Ballerini - è andata al di là di questa decisione. So che dovrebbe essere previsto, ma non credo se ne sia dibattuto né in Fofi né in altri ambiti». Nessun dubbio, però, sulla sua efficacia.

«È auspicabile che venga introdotto, proprio per evitare che l'Università sforni tanti disoccupati ma in questo momento la priorità è la ristrutturazione del Piano di studi». Una ristrutturazione che per Conasfa si rende sempre più necessaria affinché la formazione universitaria sia più approfondita sulle categorie di prodotti dove il consiglio del farmacista risulta fondamentale: quindi farmaci di automedicazione ed integratori, così come le medicine complementari (per esempio omeopatia, fiori di Bach), che rappresentano una realtà terapeutica ormai consolidata nel nostro Paese. «In questi settori le informazioni, spesso non corrette ed esaustive, dilagano nella rete, ed il consumatore si affida sempre più spesso ad esse. Riteniamo fondamentale, che per questi settori sia necessario "ripristinare e rafforzare" il consiglio del farmacista, per evitare che il binomio consiglio della rete/ acquisto online e/o grande distribuzione, prendano il sopravvento con le conseguenze che a lungo termine si potrebbero registrare per la salute dei cittadini. Per questo motivo, riteniamo fondamentale che l'Università fornisca ai futuri colleghi una più mirata ed approfondita conoscenza nel campo della gestione del consiglio dell'integrazione ed automedicazione anche a quelle categorie di clienti più critiche e diffuse: la popolazione anziana in costante crescita, gestanti, prima infanzia e per le patologie più diffuse quali malati oncologici, sindromi metaboliche e così via dicendo».

La Federazione delle Associazioni dei Farmacisti Non Titolari è, poi, dell'idea che sarebbe necessario sfoltire il numero di crediti riservato alle materie chimiche per privilegiare le materie professionalizzanti. «Sarebbe auspicabile un solo laboratorio in ambito di analisi dei farmaci, che preveda conoscenze di base nel campo del riconoscimento dei farmaci e della loro analisi quantitativa (che raramente trova riscontro nella pratica della professione) ed un ampliamento delle esercitazioni in ambito galenico, disciplina le cui competenze rafforzano e caratterizzano la professionalità del farmacista», fanno sapere da Conasfa. Al centro del nuovo ruolo del farmacista, anche le conoscenze di dermocosmesi che ha acquisito un ruolo fondamentale in farmacia, rappresentando una realtà commerciale consolidata grazie al fatto che il consumatore riconosce alla farmacia un profilo più autorevole rispetto ad altri canali di vendita, per le superiori qualità e competenze professionali. «L'Università dovrebbe così fornire delle conoscenze di base al neo laureato - spiega in una nota Ballerini - competenze che oggi i colleghi si trovano a cercare ed integrare dopo il loro percorso universitario. Visto il diffondersi della presenza nelle case di animali da compagnia e l'aumento della richiesta di relativi prodotti, integratori e farmaci di automedicazione, sarebbe utile una preparazione maggiormente per rispondere a questa esigenza. Siamo convinti, che in un'epoca dove la concorrenza con competitors, che hanno strumenti comunicativi molto avanzati, il farmacista deve avere delle conoscenze di base in ambito amministrativo e di marketing, per una corretta gestione dell'azienda farmacia a 360°».


Rossella Gemma
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