Sanità

nov212020

Riforma Ssn, ministro Speranza a FarmacistaPiù: la strada è la prossimità. Farmacista è opportunità da valorizzare

Riforma Ssn, ministro Speranza a FarmacistaPiù: la strada è la prossimità. Farmacista è opportunità da valorizzare

Il ministro della Salute Roberto Speranza a FarmacistaPiù: riforma del Servizio sanitario nazionale da realizzare nella chiave della prossimità, valorizzando la figura del farmacista più vicino al cittadino

L'emergenza Covid-19 ha dettato una nuova agenda di priorità in cui è inserita una riforma del Servizio sanitario nazionale da realizzare con investimento di risorse e nella chiave della prossimità, valorizzando la figura del farmacista che rappresenta un'opportunità per il Ssn di essere più vicino al cittadino. Lo ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza intervenuto in apertura della seconda giornata di lavori di FarmacistaPiù 2020 per il convegno su "La sanità italiana e i nuovi modelli assistenziali: valutazioni, esperienze e proposte dei farmacisti italiani".

Mandelli: i temi caldi e le proposte della categoria

Il dibattito si è aperto con le parole del presidente della Fofi Andrea Mandelli che ha posto al ministro i temi caldi e le proposte della categoria: «In questi mesi i farmacisti, nell'ospedale, nel territorio, dovunque sono presenti, hanno svolto un lavoro fondamentale nell'assistenza ai cittadini, non risparmiandosi in nessuna occasione, con un'abnegazione che a molti colleghi è anche costata la vita. Noi ci siamo stati e ci siamo, e vogliamo fare di più, ma proprio per questo non possiamo tacere che esistono nodi che vanno risolti ora. In questa fase noi farmacisti siamo letteralmente assaltati dai cittadini che chiedono i vaccini antinfluenzali a cui siamo costretti a rispondere negativamente. Da qui il rilancio di una nostra proposta di maggio, di inserire il vaccino nelle prestazioni del Ssn, prevedendo ticket ed esenzioni. I farmacisti ci sono anche per i vaccini anti-covid che a breve arriveranno e i problemi di accesso e distribuzione si moltiplicheranno: i farmacisti sono pronti a fare la loro parte, e abbiamo scritto in questo senso al Commissario Arcuri senza ottenere finora una risposta. Ma va cercato un ruolo per una categoria presente sul territorio. Dovremo vaccinare milioni di italiani e non ha più senso che il farmacista non possa più vaccinare quando in buona parte d'Europa la vaccinazione antinfluenzale è praticata in farmacia. Anche ieri, nel nostro congresso, il professor Pier Luigi Lopalco ha ribadito la grande sicurezza del vaccino antinfluenzale e della sua inoculazione da parte dei nostri professionisti. E' necessario semplificare e rivedere le norme che regolano la nostra professione. Anche l'esecuzione dei test sierologici e dei tamponi rapidi è al momento un tema non risolto: "ci siamo detti da subito disponibili a offrire questo servizio, ovviamente su base volontaria e nel pieno rispetto della sicurezza del personale della farmacia e dei cittadini che vi accedono. Ma occorre una normativa omogenea sul territorio nazionale, che faccia tesoro delle esperienze delle Regioni in cui l'esecuzione dei test in farmacia è stata un successo. C'è poi la necessità urgente di arrivare a una equa remunerazione. In quest'anno abbiamo visto accelerare la diminuzione delle ricette, con pesanti conseguenze economiche. Ma il tema è che le persone hanno spesso smesso di curarsi, timorose di andare negli ambulatori o, peggio, negli ospedali, quando devono ritirare farmaci della distribuzione diretta. Diventa indispensabile e urgente riportare nelle farmacie tutti i medicinali che ora sono distribuiti in ospedale solo per ragioni di costo, e riformare la remunerazione delle farmacie. I farmacisti e le farmacie vogliono fare di più ma occorre che siano remunerati in modo adeguato. In questo contesto i farmacisti collaboratori attendono da tempo il rinnovo del contratto di lavoro ma è necessario andare nella direzione di un contratto sanitario trovando risorse per la farmacia, che così com'è non è in grado nemmeno di rinnovare il contratto ai propri collaboratori che hanno fatto un lavoro enorme e meritano un riconoscimento tangibile. Infine, la Farmacia dei servizi, elemento importante per ridare slancio al territorio che è in grave difficoltà e riprogettarlo, per esempio mettendo a sistema l'esperienza di un servizio di telesorveglianza utilizzato da alcune farmacie durante il lockdown».

Speranza: i farmacisti hanno dimostrato di esserci

«L'emergenza ha dettato una nuova agenda delle priorità - ha detto il Ministro nel suo intervento - e tra queste c'è la riforma del Ssn che dovrà avvenire in una fase di politica economica espansiva che preveda investimenti e non tagli. Dobbiamo avere il coraggio di mettere più risorse sul Servizio sanitario nazionale e fare riforme che abbiano come parola chiave "prossimità" che è la parola dei farmacisti italiani e che deve essere una nostra linea guida. Il farmacista, che ha dimostrato con questa emergenza di esserci, è una figura che dobbiamo usare di più e meglio, e metterla nelle condizioni di essere ancora di più un punto di contatto tra le esigenze del cittadino e il servizio sanitario nazionale. Ogni farmacista che c'è nel nostro paese è un'opportunità per il servizio sanitario nazionale di essere più prossimo rispetto alle esigenze dei cittadini. Credo che questo sia il nodo essenziale su cui dobbiamo ragionare. Questo significa anche aprire una riflessione sulla questione dei vaccini in prospettiva Covid, con la massima attenzione. L'arrivo dei nuovi vaccini richiederà un impegno straordinario di tutte le energie in campo e penso che la figura del farmacista dentro un nuovo modello di sanità che punta sul territorio come chiave di prossimità, debba necessariamente essere valorizzata». Speranza è poi entrato nel merito della nuova remunerazione: «La discussione in atto da mesi va tradotta in una determinazione di natura normativa con gli investimenti che saranno necessari e nel più breve tempo possibile. Questo consentirebbe di costruire un presidio territoriale più forte, con più immediatezza di risposta alle esigenze dei cittadini. Con un sistema con maggiore forza sarà possibile anche accelerare la discussione sul nuovo contratto e credo che questo nuovo contratto possa vivere e reggersi meglio in un sistema più forte». Infine, la farmacia dei servizi, «su cui sono stati fatti investimenti con l'idea che la sperimentazione si trasformi in un modello ordinario, punto di partenza da cui far nasce la nuova idea di prossimità di servizio sanitario nazionale che vive fino in fondo sul territorio».
«Oggi siamo di fronte a una sfida - ha concluso il ministro - che richiede un grande patto per trasformare una crisi senza precedenti in opportunità, perché non sia una cristi sprecata. Non sprecare questa crisi significa creare le condizioni perché si possa ricominciare a investire sulla centralità del servizio sanitario nazionale come prima mattonella per la partenza del Paese. E io sono convinto che dentro questa sfida le istituzioni italiane potranno contare sul ruolo dei farmacisti di questo paese che hanno dimostrato di esserci».

Simona Zazzetta
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Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
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