Sanità

mag252012

Rimborsi Pa, piano del governo non entusiasma le farmacie

La decisione del Governo Monti di escludere le Regioni sottoposte a Piano di rientro dal decreto che consente ai fornitori della Pubblica amministrazione di compensare i crediti con anticipazioni bancarie viene bocciata anche dai governatori delle amministrazioni direttamente interessate. Che parlano di «disparità di trattamento» e misura «irragionevole e incostituzionale». Poco importa che all’origine del provvedimento ci siano le preoccupazioni del Governo per la tenuta della finanza pubblica (trasferire alle banche il debito di Regioni vicine al default comporta pericoli consistenti per il sistema-paese), i governatori “morosi” sono preoccupati soltanto dall’effetto politico dell’esclusione. Perché tra le aziende che attendono da mesi di essere pagati dalle loro amministrazioni, l’insofferenza cresce di giorno in giorno. Anche tra le farmacie, sebbene non sempre le ramificazioni territoriali del sindacato titolari sappiano rappresentare adeguatamente tale rabbia. Ne sanno qualcosa a Foggia, l’unica provincia della Puglia (regione sottoposta a piano di rientro) dove i rimborsi Asl arrivano con ritardo cronico. «Colpa della politica locale» spiega Gianfranco Curato, presidente di Federfarma provinciale, «ma ha pesato anche la mancanza di solidarietà di chi non ha problemi ed è a posto. In ogni caso, con grande fatica e a costo di un uso continuo delle ingiunzioni, siamo riusciti nel tempo a contenere i ritardi in un mese, il che significa crediti per circa 10 milioni di euro. Ma nei momenti peggiori arrivavano anche a otto». Situazione invece stabile in Sicilia (altra Regione sotto Piano di rientro), dove i crediti delle farmacie si aggirano sui cento milioni circa. «Abbiamo province come Trapani, Palermo e Agrigento dove i rimborsi arrivano quasi regolarmente» spiega Francesco Mangano, presidente del sindacato regionale, «c’è Ragusa dove l’attesa non supera il mese e infine le rimanenti che pagano con quattro mesi fissi di ritardo». Meglio in Calabria, dove il recente accordo tra Regione e Federfarma per il recupero degli arretrati continua a funzionare. «I rimborsi arrivano con uno scarto di 60 giorni» spiega il presidente regionale, Vincenzo Defilippo «le cose stanno migliorando. Il piano del Governo? Non so quanto possa aiutarci, in fondo il meccanismo non è molto diverso da quello che già fa Credifarma con la Dcr». Completano la lista il Lazio, dove i ritardi viaggiano sui quattro mesi, e la Campania. Ma questa è una storia che richiederebbe un articolo a parte.


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