Sanità

giu42012

Rimini, le farmacie minacciano nuova agitazione

Non avendo avuto risposte positive dopo la giornata di chiusura del 2 aprile le farmacie riminesi tornano a minacciare un’agitazione, in segno di protesta verso la Distribuzione diretta largamente praticata dall’Asl. «Per ora è solo un annuncio con l’obiettivo di sensibilizzare la Regione» spiega il presidente di Federfarma Rimini Roberto Deluigi. «L’idea sarebbe di passare all’indiretta, come già successo in altre realtà territoriali ma il periodo è ancora da definire. Escludo, comunque, che possa partire nella stagione estiva».Il problema è quello sollevato già da tempo dall’associazione, il mancato rispetto di un accordo sottoscritto a livello regionale che prevede la distribuzione per conto e contempla la dispensazione diretta dei farmaci solo in casi eccezionali. «A Rimini succede esattamente l’opposto» spiega Deluigi «e in contrasto con la normativa regionale che prevede la diretta solo per i farmaci Pht, l’Asl di Rimini distribuisce farmaci extra-Pht in quantità considerevole. Anche a basso costo» aggiunge il presidente di Federfarma Rimini «quindi non vale neanche il criterio di economicità». Un aspetto sul quale finora la Regione si è mostrata piuttosto latitante e il direttore dell’Asl non accenna a fare passi indietro, secondo il farmacista riminese. «La difficoltà è in particolare per le farmacie rurali, ventinove nella provincia di Rimini, messe alle strette da un sistema che le priva dei rimborsi Ssn». Al di là della minaccia di sciopero ora l’obiettivo è quello di trovare coesione con le altre realtà regionali «il problema riguarda anche Modena e Reggio Emilila, per esempio. Per cui vorremmo avere una proposta condivisa da discutere con la Regione».


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