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apr212016

Rinite allergica: 6 milioni ne soffrono e si curano ma con scarsa aderenza alle terapie

Rinite allergica: 6 milioni ne soffrono e si curano ma con scarsa aderenza alle terapie
Sono 6 milioni gli italiani che soffrono di rinite allergica, la maggioranza (64%) si cura assumendo farmaci ma per brevi periodi (56%) o per pochi giorni (32%) e il 53% li assume in modo non appropriato, dimenticandoli o sospendendoli e solo il 13% si dice molto soddisfatto della terapia. Il risultato è che continuano ad avere fastidiosi sintomi con, in un caso su tre, impatto rilevante sulla qualità di vita e sulla produttività lavorativa. È il quadro emerso in occasione di una conferenza stampa svoltasi oggi a Milano da un'indagine di GfK Eurisko per Meda Pharma sul percepito dei soggetti che soffrono di rinite allergica.

«Il rischio più grande della mancata compliance terapeutica» ha commentato Walter Canonica, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic) «è che, mentre ciò che si percepisce come sintomo può anche non manifestarsi o alleviarsi con i farmaci, di fondo c'è un'infiammazione in corso provocata dall'esposizione all'allergene che può avere un'evoluzione clinica e portare allo sviluppo di asma. È per questo motivo che la terapia va seguita per un tempo congruo che secondo le linee guida deve essere un uso prolungato per tutta la durata dell'esposizione all'allergene, stagionale o annuale». Ma stando ai dati Eurisko, «solo il 13% è molto soddisfatto della terapia e solo il 12% segue la terapia tutto l'anno. Meno della metà (47%) segue la terapia come da prescrizione, mentre in molti casi capita di dimenticare l'assunzione (30%) o di sospenderli per periodi (23% magari perché i sintomi sono scomparsi».

Canonica ha sottolineato che «una possibile risposta a queste criticità può arrivare dalla terapia con l'associazione di antistaminici e cortisonici come azelastina e fluticasone, e l'uso di tecnologie di facile accesso, come un App per smartphone "Diario dell'Allergia" sviluppata dai massimi esperti allergologi a livello mondiale e che utilizza un'intuitiva scala di misurazione visivo-analogica (Vas) con cui il paziente può monitorare in maniera oggettiva i propri sintomi». E ha aggiunto: «Sul fronte terapeutico la combinazione dei due principi ha dato la miglior risposta sia negli studi clinici sia nella real life. Prevede la somministrazione intranasale di due dosi giornaliere, ha una rapida insorgenza di azione e persistenza dell'efficacia».


(SZ)
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