Sanità

feb32016

Rinnovo contratto, allarme non titolari: troppa attesa senza aumenti in busta

Rinnovo contratto, allarme non titolari: troppa attesa senza aumenti in busta
Il senso di responsabilità impone di aspettare ancora un po' per l'atteso rinnovo del contratto, «che in undici anni ha comportato un aumento in busta paga di circa 300 euro. Ma non possiamo farlo in eterno e vorremmo che anche Federfarma si accorgesse delle nostre forti difficoltà a sopravvivere dignitosamente». Così Francesco Imperadrice, presidente Sinasfa il sindacato nazionale dei farmacisti non titolari, a margine della riunione sindacale con i farmacisti non titolari del Veneto. «Abbiamo fortemente voluto quest'incontro - spiega Imperadrice a Farmacista33 - per trovare delle forme di collaborazione e di aggregazione a favore, soprattutto, dei colleghi più giovani che spesso non hanno tutta questa esperienza per accedere a fonti di informazione e confronto». Per Sinasfa ogni giorno i dipendenti delle farmacie si trovano a gestire una serie di problematiche nella più completa solitudine.

«Abbiamo voluto mettere a disposizione, anche dei non iscritti, due legali che hanno fornito chiarimenti importanti su diversi temi: dal contratto scaduto al ddl concorrenza, passando per le difficoltà di occupazione». Un contratto che, come ricorda anche Imperadrice, è scaduto nel 2013 senza essere più rinnovato. «Siamo sempre più in sofferenza - precisa Imperadrice - e c'è una troppo grossa differenza fra le condizioni del titolare e del dipendente di farmacia che, spesso, è soggetto anche agli umori del datore di lavoro. Il mondo delle farmacie è molto chiuso e non permette altri sbocchi. Si sfornano farmacisti dalle facoltà senza pensare a come occuparli». Quanto alle possibili soluzioni per questo momento di affanno dei professionisti del farmaco, il presidente Sinasfa guarda oltre i confini nazionali. «Monitoriamo con molta attenzione il sistema Walgreens Boots Alliance, e l'eventualità che sbarchi anche in Italia. Sarebbe questa una ipotesi da valutare con la massima attenzione perché andrebbe a colmare dei vuoti di sistema che oggi si fanno sempre più imponenti». Ma al di là degli aspetti più strettamente legati alle questioni contrattuali, c'è poi tutta la questione dei farmacisti disoccupati. Sono almeno 30mila i posti occupati, secondo Sinasfa, dai titolari di farmacie che, spesso e volentieri, hanno anche superato l'età pensionabile finendo per saturare il sistema. «Per come stanno le cose adesso - conclude Imperadrice - non vediamo una soluzione che riesca ad assorbire la forza lavoro a disposizione. E sebbene il settore, malgrado questo, regga ancora quello che manca è la solidarietà tra il sindacato dei titolari e chi lavora in farmacia, che è poi la spina dorsale di questo sistema».

Rossella Gemma
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