Sanità

mag52017

Rinnovo contratto, Sinasfa: aumento salario non differibile

Rinnovo contratto, Sinasfa: aumento salario non differibile
I dipendenti di farmacia hanno bisogno di un aumento salariale, ormai la situazione è tale che non se ne può fare a meno: questo è imprescindibile e deve essere la base per qualsiasi discussione sul rinnovo del contratto. Sul fronte delle trattative, è necessario un passaggio anche da parte dei farmacisti non titolari, una identità di categoria e una partecipazione sindacale che deve iniziare a crearsi per acquisire maggiore forza. A lanciare l'appello Francesco Imperadrice, presidente del Sindacato nazionale dei farmacisti non titolari, all'indomani del dibattito sull'incontro esplorativo tra i sindacati confederali (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uil-Uiltucs) e Federfarma. Incontro a seguito del quale la Uiltucs aveva rimarcato, in una nota, «l'indisponibilità» - dal momento che «Federfarma ritiene non sussistano le condizioni per alcun incremento salariale» - a «un percorso che prefigura un rinnovo del Ccnl solo apparente o, comunque, a sostanziale invarianza di costo». Una posizione che, spiega Imperadrice, «abbiamo accolto positivamente». Ma i temi sul tappeto sono molti: «li abbiamo denunciati tante volte: sottoccupazione, stage, contratti atipici, disoccupazione, e così via».

C'è però un punto da sottolineare: «Quella delle farmacie private è una situazione particolare rispetto ad altri settori - della sanità e non solo - dove c'è una cultura e una partecipazione sindacale molto maggiore. Il sistema delle farmacie è costituito da tante piccole imprese in cui c'è una media di due-tre dipendenti. In questo contesto è più difficile l'affermarsi di una cultura sindacale, forse anche per una paura diffusa, e a fronte di numeri complessivamente elevati di dipendenti, la sindacalizzazione resta piuttosto bassa. Tutto questo però avviene in un sistema in cui al contrario la quasi totalità - se non la totalità - dei titolari è invece sindacalizzata». Ma, continua, «i numeri potenzialmente sono dalla parte dei dipendenti: siamo oltre 50mila, siamo professionisti di alto livello e operiamo in un settore delicato e strategico. Potremmo avere una forza enorme da un punto di vista politico e sindacale, ma occorre capire che la forza - e con essa la possibilità di avanzare richieste - c'è se si hanno, anche sulla carta, i numeri. E questo, per un sindacato, si traduce in consenso, che è dato dalle iscrizioni, ma anche partecipazione. Secondo Sinasfa, è fondamentale che i colleghi prendano coscienza che devono partecipare attivamente alla vita della categoria. Credo sia il momento che la categoria dei farmacisti non titolari inizi a unirsi, fare squadra, essere compatta, esporsi».

E questa è «una cultura che deve entrare anche nel quotidiano: a che serve avere sulla carta diritti e aumenti se poi non si ha la forza di farli attuare?». C'è poi il discorso della rappresentanza territoriale: «Lo stesso invito lo vorrei rivolgere anche alle associazioni di non titolari diffuse sul territorio: perché potrebbero essere una base per la creazione, attraverso una trasformazione o in altri modi, di sedi del sindacato provinciali e regionali. Proprio secondo lo schema in cui sono organizzati i titolari, che contano, oltre che sul livello nazionale, su rappresentanze sindacali locali. Questo per acquisire forza nelle trattative, ma anche nei confronti dei decisori politici, per andare a incidere anche su tutta una serie di problematiche che tolgono forza alla categoria quali, lo ripeto, stage, sottoccupazione, disoccupazione, e così via».


Francesca Giani
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