Sanità

nov202015

Rinnovo del contratto in stallo. Filcams Cgil verso mobilitazione

Rinnovo del contratto in stallo. Filcams Cgil verso mobilitazione

Lo stallo nel rinnovo del contratto dei dipendenti di farmacia privata è tanto più grave alla luce dei cambiamenti del Ddl concorrenza, che porteranno sulla scena soggetti diversi dai titolari di farmacia, senza però, se la situazione non si sblocca, un punto di riferimento contrattuale a tutela del lavoro e della professionalità del farmacista. Stiamo valutando una mobilitazione, anche se, in una fase iniziale, la nostra attività va nella direzione di cercare un rapporto unitario con le altre sigle firmatarie del contratto, Cisl e Uil, e con tutte le associazioni dei farmacisti che vorranno condividere la nostra proposta e impostazione. Sono queste alcune delle indicazioni emerse dal coordinamento nazionale della Filcams Cgil (farmacie) che si è riunito nei giorni scorsi proprio per definire una linea rispetto alla situazione contrattuale. «Per quanto riguarda la trattativa con Assofarm» spiega Danilo Lelli, delegato Filcams Cgil al tavolo per il rinnovo «è indirizzata sui binari classici, che prevedono l'avvio della trattativa e poi la discussione nel merito. Quello che ci preoccupa è la situazione di stallo con Federfarma: anche nelle ultime dichiarazioni, non sembrano esserci aperture rispetto alla volontà di sedersi a un tavolo, ma anzi sembra confermato un atteggiamento di stand by attribuito alla situazioni di difficoltà del momento. La nostra preoccupazione va, oltre al fatto che il contratto, in questo caso, è scaduto, da tre anni, soprattutto ai cambiamenti previsti dal Ddl concorrenza che porteranno sulla scena soggetti diversi rispetto ai titolari di farmacia. Il problema è che tutto questo rischia di avvenire senza che il settore abbia il riferimento di un contratto nazionale a cui ancorare le nuove realtà. Il farmacista è, nel contratto, figura e professionalità riconosciuta e la sua specificità va mantenuta, al di là dei cambiamenti che ci saranno, altrimenti si rischia un danno in primo luogo per il settore. La farmacia è in primis presidio sanitario e tutti noi siamo in un certo senso soggetti sociali che dobbiamo essere consapevoli del ruolo che abbiamo anche nei confronti dei cittadini». Da qui la linea della Cgil: «È chiaro che valutiamo forme di mobilitazione, se la situazione non si sblocca. Va detto che la nostra prima attività, che stiamo conducendo ora, è di creare coesione, unire il settore, in un momento che è straordinario. Innanzitutto, stiamo cercando un rapporto unitario con Cisl e Uil, gli altri firmatari del contratti. Ma poi, proprio alla luce dell'associazionismo vivace che c'è tra i farmacisti, vorremmo cercare di unire anche le associazioni che condividono i valori e si riconoscono nella nostra proposta e impostazione». Ma, in conclusione, «quello che vorremmo fosse chiaro è che il contratto nazionale è un investimento e non un costo. Sarà la trattativa a far in modo che si arrivi al contratto più adatto al contesto e allo scenario del momento. Per altro, anche in tema di Convenzione delle farmacie e remunerazione, abbiamo, già da tempo, proposto la sottoscrizione di un avviso comune per rivolgerci, insieme, alla politica in modo da sollecitare questi passaggi, ma, in ogni caso, sono tutte tematiche a cui si può trovare sistemazione in corso di trattativa».

Francesca Giani


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