Sanità

apr32017

Rinnovo Federfarma Emilia Romagna, elettori spaccati a metà. Presidenza vacante

Rinnovo Federfarma Emilia Romagna, elettori spaccati a metà. Presidenza vacante
È impasse nelle elezioni per il rinnovo delle cariche in Federfarma Emilia Romagna: nelle votazioni di giovedì si è registrata una divisione a metà tra le due scelte, con venti voti per Dante Baldini, vice presidente regionale e altrettanti per Achille Gallina Toschi, segretario regionale. Una situazione che si è ripetuta per due votazioni e «sulla base della quale non è possibile esprimere un nuovo presidente» fa il punto Domenico Dal Re, presidente uscente di Federfarma Emilia Romagna, che a gennaio, all'indomani della elezione al consiglio di amministrazione dell'Enpaf, aveva comunicato l'intenzione di ritirarsi dalla politica attiva in Federfarma. «È una situazione insolita per la nostra Regione: per quasi un quarto di secolo sono stato presidente e le maggioranze sono sempre state piuttosto ampie. Lo statuto non prevede una situazione di parità e non indica criteri alternativi sulla base dei quali effettuare la scelta, quali possono essere l'anzianità o altro». Come prossimo step, «chiederemo al livello nazionale un contributo per risolvere questa problematica». Una situazione nella quale si inserisce anche un'altra questione: la sospensione per la mancata partecipazione allo sciopero regionale di gennaio della provincia di Parma che quindi non era presente alle votazioni. «Il provvedimento cesserà di essere operativo il 21 maggio».

Resta poi da capire se ci si può accordare su una soluzione di compromesso? «Spero di sì, ma ho poche speranze. D'altra parte va detto che i programmi non sono così profondamente divergenti e certo non tali da giustificare uno scontro così netto». E dal presidente uscente parte una riflessione: «è con amarezza che ho assistito a questa situazione. In tutti questi anni in cui ho guidato Federfarma Emilia Romagna devo dire che, nonostante il dibattito interno e le divergenze che ci possono essere state, siamo sempre stati un modello di unità e, anzi, abbiamo sempre portato avanti questo valore anche a livello nazionale. Ci sono stati spesso momenti di confronto tra idee diverse che, però, in concreto, hanno arricchito la linea politica. Convinti di questo, abbiamo sempre, negli anni, operato perché anche a livello nazionale ci fosse un confronto di idee e una sintesi unitaria di intenti. Abbiamo sempre cercato di portare l'unità che siamo riusciti a esprimere al nostro interno anche a livello nazionale. Purtroppo la netta spaccatura nelle elezioni di giovedì, che hanno impedito di fatto la nomina di un nuovo presidente, ci indebolisce terribilmente nell'intento di favorire un'unità nazionale. E mi lascia un profondo rammarico, nel momento del mio ritiro già anticipato in gennaio».
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