Sanità

feb242011

Riordino, Anpi in commissione Senato: liberalizzare la fascia C

La liberalizzazione della fascia C verrebbe incontro agli interessi della collettività e dei farmacisti. Perché renderebbe consentirebbe agli esercizi di vicinato di svolgere un ruolo complementare a quello delle farmacie, soprattutto nelle aree dove risulta più carente la copertura del servizio. Questa la posizione espressa l’altro ieri dall’Anpi (Associazione nazionale parafarmacie italiane) nell’audizione organizzata dalla commissione Igiene e sanità del Senato per discutere di riordino del servizio farmaceutico. Al gruppo di lavoro di Palazzo Madama, l’associazione ha presentato un documento sottoscritto da un ampio schieramento di sigle del comparto, nel quale – oltre alla liberalizzazione della fascia C – si chiede la tutela del binomio farmaco-farmacista, che per Anpi resta inscindibile (nella proposta di legge Gasparri-Tomassini, lo ricordiamo, la vendita degli Otc in corner ed esercizi commerciali non comporta più la presenza del farmacista). Secondo l’associazione, invece, sarebbe di ben poco aiuto per i farmacisti di parafarmacia la soluzione rappresentata dal concorso straordinario. Dalle misure previste nella proposta di legge, infatti, spunterebbero fuori non più di 1.200 nuove sedi, mentre per le altre si dovrebbe attendere una crescita demografica che richiederebbe attese di circa 15-20 anni.


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