Sanità

gen172013

Riordino organi collegiali della Salute: Dpr al vaglio del Cdm

Verranno trasformati in “sezioni” di un unico ‘Comitato tecnico-sanitario’ tutti gli organi collegiali operanti finora in Sanità: dalle Commissioni Lea a quella sulle biotecnologie. Lo stabilisce lo schema di Dpr - stilato dal ministero della Salute

Verranno trasformati in “sezioni” di un unico ‘Comitato tecnico-sanitario’ tutti gli organi collegiali operanti finora in Sanità: dalle Commissioni Lea a quella sulle biotecnologie, al Comitato sulla sicurezza sul lavoro. Lo stabilisce lo schema di Dpr - stilato dal ministero della Salute e approdato ieri al Consiglio dei Ministri. Il nuovo organismo risulta composto da 13 sezioni, per un totale di 136 componenti, con possibilità di sopprimere una o più sezioni o di istituirne di nuove purché non aumenti il numero totale dei componenti. Il documento interviene su altre 7 strutture facenti capo al ministero della Salute: il Consiglio superiore di Sanità (dove i componenti non di diritto si riducono da 50 a 40) mentre aumentano di 2 unità quelli di diritto (i direttori del Centro nazionale sangue e del Centro nazionale trapianti); il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare, al quale vengono trasferite anche le funzioni della Consulta delle associazioni dei consumatori e dei produttori in materia di sicurezza alimentare, suddiviso in 2 sezioni; il Ccm (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie), articolato in un Comitato strategico, un Comitato scientifico permanente e in un Direttore operativo; vengono poi riordinate e “snellite” la Commissione medica d’appello e il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni. Soppresse, invece, la Commissione consultiva per i biocidi e la Commissione per i trapianti allogenici da non consanguineo, per trasferimento di funzioni ad altri organismi. Assicurata anche la copertura economica: confermato il taglio del 30% delle spese dei ministeri (legge 133/2008) e la partecipazione alle commissioni come carica onorifica e, quindi, non remunerata (legge 122/2010); il Dpr, infine, indica esplicitamente di dare la preferenza, nella nomina dei componenti, ai residenti nella medesima località sede dell’organismo e, per le riunioni, all’uso della videoconferenza.


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