Sanità

mar72011

Riordino, per Omnisalus la strada è il concorso per codici univoci e il riassorbimento

Concorsi differenziati per rurali, collaboratori e titolari di parafarmacia, progressivo riassorbimento degli esercizi di vicinato nella rete delle farmacie, sviluppo del modello della farmacia non convenzionata con accesso all’intero mercato della salute fatta eccezione per la fascia A. Sono, in sintesi, le proposte presentate da Omnisalus nell’audizione davanti alla Commissione igiene e sanità del Senato sul riordino del servizio farmaceutico.
La riforma Bersani, è in sostanza il ragionamento dell’associazione di categoria, ha finito per avvantaggiare la Gdo a scapito delle parafarmacie, che non riescono a competere con la grande distribuzione come dimostrano i dati sugli sconti medi offerti dai tre canali che dispensano Otc: 3%  nelle parafarmacie, 10%  nelle farmacie, il 18-20% nella Gdo. «Il mercato più l’impari e sfrenata concorrenza del Mass market riassume a Farmacista33 Giancarlo Stival, presidente di Omnisalus «costringeranno presto le parafarmacie di proprietà dei farmacisti alla chiusura. E non basteranno una timida liberalizzazione della fascia C o altri pannicelli a cambiare le cose». Per l’associazione, in sostanza, l’uinica ancora di salvezza può arrivare dal riassorbimento progressivo delle parafarmacie imperniato su quello che il suo presidente chiama un concorso non per titoli ma per «codici univoci», ossia differenziato in base alla provenienza: una graduatoria per titolari di parafarmacia, una per collaboratori e uno per rurali. «In questo modo» prosegue Stival «si otterrebbe il riassorbimento delle parafarmacie oggi esistenti in circa 5 anni, anche grazie all’abbassamento del quorum a medie più vicine all’Europa: 2.000-2.800 abitanti per sede, come Bruxelles ha già indicato da tempo».


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