Sanità

mag22019

Riscatto laurea agevolato, circolare Inps chiarisce su requisiti e oneri

Riscatto laurea agevolato, circolare Inps chiarisce su requisiti e oneri

Riscatto laurea agevolato: a chi è riservato, l'importo del contributo e le difficoltà interpretative

Continuano ad arrivare, soprattutto dai giovani, richieste all'Inps per usufruire dell'istituto, previsto con il provvedimento che ha introdotto Pensione Quota 100 e Reddito di cittadinanza, del riscatto di laurea agevolato (in vigore da inizio anno e convertito in legge a fine marzo) anche se, secondo quanto trapela dalla stampa, c'è ancora confusione sulle novità introdotte dalla normativa, tra cui anche la cosiddetta pace contributiva. Ed è sui requisiti per accedere al riscatto di laurea agevolato, che l'Inps, a metà marzo, ha emanato una prima circolare interpretativa. Come si ricorderà, la misura prevede, per chi abbia completato il percorso di studi, la possibilità di valorizzare ai fini pensionistici il periodo universitario per tutta la durata del ciclo (ma non oltre, per chi fosse andato fuori corso). Rispetto al riscatto ordinario, che ha regole meno restrittive, quello agevolato permette di versare una quota più bassa, con un conseguente impatto su quella che è la rivalutazione pensionistica, dal momento che avviene «secondo le regole del sistema contributivo, con riferimento alla data della domanda».

Il contributo
In particolare, come si legge nella normativa, «l'onere dei periodi di riscatto è costituito dal versamento di un contributo, per ogni anno da riscattare, pari al livello minimo imponibile annuo di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 2 agosto 1990, n. 233» che è per il 2019 pari a 15.878 euro, «moltiplicato per l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche dell'assicurazione generale obbligatoria per i lavoratori dipendenti, vigenti alla data di presentazione della domanda», pari al 33%. Si tratta quindi di un contributo circa pari a 5.240 euro per anno da riscattare. Il versamento potrà essere effettuato a rate, fino a un massimo di 10 anni, con dodici pagamenti annuali. La cifra è più bassa del riscatto ordinario che prende a riferimento l'ultimo imponibile annuo ma occorre anche valutare gli impatti sulla futura previdenza.
Per entrambe le tipologie di riscatto, le somme sono comunque deducibili al 50%, con una ripartizione in cinque quote annuali costanti e di pari importo nell'anno di sostenimento e in quelli successivi.

Chi accede
Come già avevamo detto, con la conversione in legge del dispositivo su Quota 100 è decaduto il limite dei 45 anni per accedere all'istituto. Ma resta il vincolo che gli anni di corso da riscattare ricadano sotto il sistema di calcolo pensionistico contributivo (quindi siano posteriori al 95) e non siano più di quanto previsto dal proprio corso di laurea (per esempio non più di cinque anni, anche per chi è andato fuori corso). Secondo alcune simulazioni da parte di esperti del lavoro sembrerebbe che qualora gli anni fuori corso siano successivi al 96 è possibile riscattarli fino alla fine degli studi ma sempre non oltre il limite del corso legato (i cinque anni per esempio). Si tratta ancora di simulazioni su cui probabilmente l'Inps dovrà ulteriormente esprimersi.
L'agevolazione comunque è fruibile da parte di richiedenti che non siano già pensionati (in qualsiasi cassa). Tra gli altri requisiti, tale istituto non è accessibile da chi è iscritto unicamente a una cassa professionale, ma basta almeno un contributo versato in una delle gestioni Inps. Come per la pace contributiva, nel periodo riscattato non devono risultare altri versamenti pensionistici (come per esempio lo studente lavoratore, mentre altra cosa è la collaborazione occasionale).

I nodi aperti
È ancora in attesa di una circolare interpretativa da parte dell'Inps l'opzione del riscatto per i periodi precedenti al 1996 ventilata da alcuni esperti: la strada prevedrebbe di esercitare l'opzione per il calcolo contributivo (possibile per chi ha meno 18 anni di contributi al 1995 e hanno almeno 15 anni di anzianità contributiva, di cui 5 dopo il 1995) e di ricattare così, con il contributivo, tutti gli anni universitari. Una modalità, che, secondo alcuni esperti - ma comunque ancora da confermare da parte dell'Inps e dal Ministero del Lavoro -, potrebbe rappresentare anche un modo per accedere a entrambe le possibilità offerte dal cosiddetto Decretone: riscatto di laurea anticipato e quota 100. Questo perché, a differenza di quanto previsto nella normativa per la pace contributiva, non è stata inserito esplicitamente anche per il riscatto di laurea agevolato il vincolo di accesso ai soggetti non in possesso di anzianità contributiva al 1995. Ma bisognerà attendere come si esprimeranno Ministero del Lavoro e Inps.
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Nicoloso B. R. - Le responsabilità del farmacista nel sistema farmacia
vai al download >>

SUL BANCO