Scienza

giu52010

Rischi e vantaggi con Asa nel diabetico

Il paziente diabetico può essere trattato anche con antitrombotici, come l'acido acetilsalicilico (Asa), in prevenzione primaria. Nei soggetti diabetici, infatti, sono molto più frequenti infarto del miocardio, ictus cerebrale, trombosi arteriose, arteriopatie periferiche rispetto alla popolazione generale. Il ricorso all'Asa è però molto discusso e proprio nei giorni scorsi l'American Diabetes Association, l'American Society of Cardiology e l'American Heart Association hanno pubblicato su Circulation un position statement a riguardo. Secondo gli esperti, una bassa dose di Asa è una scelta ragionevole negli adulti diabetici che non abbiano fattori di rischio emorragico noti perciò gli uomini di età superiore a 50 anni e le donne di età superiore a 60 anni, con diabete che hanno un rischio aumentato di malattie cardiovascolari, soprattutto se soffrono anche di ipertensione, elevati livelli di colesterolo, fumano o sono sovrappeso, possono trarre beneficio dall'uso quotidiano di Asa a basse dosi lo stesso vale per i diabetici giovani, ma con almeno un fattore di rischio fra quelli elencati, oppure per i pazienti oltre i 50 anni ma senza altri fattori di rischio, considerati a rischio intermedio. In attesa di una soluzione definitiva "le società scientifiche - sottolinea Lidia Rota Vender presidente di ALT Onlus - ribadiscono in modo perentorio che i pazienti devono fare ogni sforzo per ridurre gli altri fattori di rischio che insieme al diabete compongono una squadra molto pericolosa: fumo, sovrappeso, inattività fisica, alimentazione sbilanciata per qualità e quantità, ipertensione, livelli elevati di colesterolo e trigliceridi nel sangue".
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