Sanità

giu142019

Ristoranti etnici, Nas: irregolarità e sequestro di alimenti. Grillo: etnico non significa fuorilegge

Ristoranti etnici, Nas: irregolarità e sequestro di alimenti. Grillo: etnico non significa fuorilegge

Ristoranti etnici, 128 tonnellate di cibo sequestrato, 22 esercizi chiusi, 477 le violazioni penali e amministrative: i risultati delle ultime ispezioni Nas

Sono 515 le ispezioni effettuate dai Nas nel solo mese di maggio 2019 negli esercizi appartenenti alla filiera della commercializzazione e somministrazione di prodotti alimentari etnici, ispezioni che hanno determinato l'accertamento di irregolarità in 242 strutture (il 47%) e il sequestro di 128 tonnellate di prodotti ittici, carne e vegetali non idonei al consumo perché privi di tracciabilità o in cattivo stato di conservazione, per un valore commerciale di 232mila euro.
Un'operazione svolta nell'ambito di una consolidata strategia di controllo a tutela del consumatore, sostenuta dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute in cooperazione con il ministero della Salute. «Particolare attenzione è stata riservata agli esercizi di ristorazione veloce e a quelli che adottano la formula "all you can eat" per accertare che mantengano i livelli essenziali di corretta prassi igienica e la fornitura di materie prime idonee ad assicurare un livello accettabile di sicurezza per il consumatore», ha spiegato il generale di divisione dei Carabinieri Adelmo Lusi.
«Ben vengano le cucine etniche, a tutti piace il sushi, ma "all you can eat" non può fare rima con rischio di intossicazione alimentare: le regole valgono per tutti. Non si mette a rischio la salute dei cittadini con pratiche illegali per mantenere i prezzi stracciati. - ha commentato il ministro Giulia Grillo. Spesso manca la conoscenza del nostro sistema di regole che è tra i più avanzati a livello mondiale e su questo bisogna lavorare. Grazie ai nostri Carabinieri del Nas che fanno luce su un settore in grande espansione e di grande richiamo soprattutto per le generazioni più giovani. A tutela di tutti sia ben chiaro che etnico non deve far rima con fuorilegge».
Le ispezioni dei Nas hanno riscontrato irregolarità in 242 strutture sulle 515 controllate, con un'incidenza maggiore nel settore ristorazione, nel quale il 48% dei locali risultava non in regola rispetto alle norme vigenti in fatto di conservazione dei cibi, igiene e importazioni vietate. Incidenza al 41% invece per grossisti e depositi di alimenti.
Tra le criticità maggiormente riscontrate alimenti conservati in modo irregolare o scaduti, inosservanza delle procedure preventive di autocontrollo aziendale, utilizzo di cibi con etichettatura in lingua non italiana o inutili ai fini della tracciabilità, oppure materie prime animali o vegetali di importazione vietata. «Il piano di controlli - ha specificato Lusi - è stato realizzato con una metodologia finalizzata alla verifica del puntuale a rigoroso rispetto delle procedure di preparazione, conservazione e somministrazione degli alimenti, dello stato igienico e strutturale dei locali di ristorazione e degli esercizi di vendita al dettaglio di prodotti preconfezionati, del mantenimento della catena del freddo soprattutto in relazione ai cibi da mangiare crudi, estendendo la vigilanza anche ai canali di importazione e distribuzione delle derrate alimentari e delle materie prime provenienti da Paesi esteri, gestiti da aziende di commercio all'ingrosso, di deposito e di trasporto».
È stato inoltre riscontrato che, sebbene nella maggior parte dei casi le derrate alimentari utilizzate fossero di origine nazionale o Ue, non sempre la qualità veniva conservata lungo la filiera gestionale. Ricorrente infatti l'utilizzo di magazzini abusivi, il mantenimento di cucine in pessime condizioni igienico-sanitarie oppure di ambienti carenti dei minimi requisiti strutturali e di sicurezza per i lavoratori, con conseguente applicazione dei provvedimenti di chiusura o sospensione dell'attività a carico di 22 attività commerciali per oltre 5,3 milioni di euro.
Ben 477 le violazioni penali e amministrative: 23 operatori del settore alimentare sono stati deferiti all'Autorità giudiziaria, 281 sanzionati a livello amministrativo per un totale di 411mila euro. Ventisette i reati penali riscontrati, tra i quali spiccano frode in commercio e cattiva conservazione degli alimenti (spesso venivano somministrati ai clienti alimenti surgelati spacciati per freschi).
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