Sanità

gen82013

Ritardi pagamenti, Fiaso: un danno a economia e sanità

Il ritardo dei pagamenti ai fornitori delle strutture ospedaliere, stimato attorno ai 40miliardi di euro, è un danno per il sistema economico e per il servizio sanitario e la via di uscita è l’aumento della disponibilità di credito bancario per le aziende sanitarie. È quanto afferma Valerio Fabio Alberti nuovo presidente della Fiaso, la Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere, commentando i dati, per ora parziali e ufficiosi, riportati dalla Cgia di Mestre. Dato che, spiega Alberti, «è quello rilevato dalla Corte dei conti e coincide con la stima della stessa Fiaso», ma incompleto poiché molte Regioni, come Campania, Abruzzo, Calabria, Lazio e Sicilia, che per altro si trovano in disavanzo sanitario, non hanno comunicato alla Corte dei conti i dati riferiti al 2011. In media, le aziende pagano dopo 300 giorni, ma nel Sud i tempi di pagamento raggiungono i 973 giorni in Calabria, gli 894 giorni in Molise e i 770 giorni in Campania.
Le conseguenze dei ritardi, sottolinea Fiaso, sono la perdita della capacità negoziale, della possibilità di trattare il prezzo migliore e in più aggiunge Alberti, « scatta un aumento dell'8% per pagare la mora». Secondo Fiaso, dunque, oltre al mancato risparmio ci sono costi ulteriori e un fortissimo impatto sul sistema produttivo: «Basti pensare al sistema delle imprese, quelle medie e quelle piccole, e a quelle che offrono servizi socio assistenziali come cooperative e onlus, dove la principale risorse è costituito dal personale». La via di uscita, secondo la Federazione è aumentare la disponibilità di credito bancario per le aziende sanitarie. «Serve cambiare la normativa e il supporto delle banche, ma i benefici economici sarebbero straordinari» conclude Alberti.


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