Sanità

apr112017

Rurali, E. Romagna stanzia 400mila euro. Orlandi: occorre politica meno miope

Rurali, E. Romagna stanzia 400mila euro. Orlandi: occorre politica meno miope
Stanziati dall'Emilia Romagna 400mila euro per erogare contributi a favore delle farmacie rurali con un volume d'affari non superiore ai 250mila euro. Questo al centro della delibera licenziata ieri dalla commissione Politiche per la Salute e Politiche sociali (con il sì del Pd, astenuti Ln e M5s), in attuazione della legge regionale in materia di organizzazione degli esercizi farmaceutici (articolo 21). Sono cinque le «fasce di fatturato individuate ai fini Iva» si legge nella nota della commissione «a cui corrispondano contributi che aumentano al diminuire del volume d'affari: fino a 150.000 euro di fatturato il contributo sarà di 12.500 euro, da 150.000 a fino a 175.000 di 10.000 euro, da 175.000 fino a 200.000 euro di 7.500 euro, da 200.000 fino a 225.000 euro di 5.000 euro e da 225.000 fino a 250.000 euro la sovvenzione sarà di 2.500 euro». Il contributo, «sarà concesso nel rispetto della graduatoria delle farmacie rurali, fino all'esaurimento delle risorse stanziate a bilancio. Le domande dovranno essere presentate entro il mese di giugno direttamente alle Ausl. La sovvenzione è finalizzata a garantire la capillarità dell'assistenza farmaceutica e agevolare la permanenza del servizio nelle zone disagiate».

«Ben vengano le norme» è il commento di Alfredo Orlandi «finalizzate a dare sostegno alle farmacie piccole e in sofferenza. Ma, pur essendo un passo importante, ci sarebbe piaciuto che tutte le rurali sussidiate fossero state ricomprese nell'aiuto, dal momento che a livello nazionale la soglia di fatturato è fissata a 387mila euro. Detto questo faccio un'altra riflessione: aiuti e contributi sono importanti, possono dare una boccata d'aria. Ma ancora di più è importante mettere le farmacie rurali nelle condizioni di vivere in maniera autonoma e serena. Un grosso problema, in particolare dell'Emilia Romagna, è la distribuzione diretta troppo spinta, che sta generando sempre più difficoltà tra le farmacie, in particolare in quelle più piccole. Se di sostegno alle rurali vogliamo parlare, allora occorrerebbe riportare i farmaci in farmacia, anche aumentando la Dpc». E poi, continua, «bisogna fare in modo che le farmacie possano offrire servizi alla popolazione. Questo a sostegno in primo luogo dei cittadini di comuni disagiati, per evitare il fenomeno della rinuncia alle cure, ma anche del nostro servizio sanitario, in quanto tali iniziative contribuiscono a ridurre accessi a ospedali e pronto soccorso».

Proprio in merito ai servizi, sta proseguendo il progetto dell'attivazione dei servizi nelle farmacie rurali lanciato dal Sunifar: dopo Belluno, che ha attivato l'ecg in farmacia, ieri è stata la volta di Brescia che, a fine mese, vedrà la partenza per sei mesi nelle 96 farmacie rurali sussidiate della provincia gratuitamente per la popolazione del servizio di holter pressorio. L'iniziativa a cui ha aderito Federfarma Brescia, come si legge nella nota, in collaborazione con la Cardiologia dell'Università statale di Brescia, la Simg (Società italiana di medicina generale) e l'azienda bresciana di telemedicina Htn (Health telematic network), fa parte del progetto nazionale di monitoraggio e aderenza terapeutica di pazienti del Sunifar e vedrà come prossima tappa Cremona. I farmacisti sono già tutti formati e a breve verrà distribuito il device nelle farmacie, «a turno, partendo da quelle più decentrate. Saranno farmacisti e medici di medicina generale, in collaborazione, a decidere a quali pazienti ipertesi erogare gratuitamente l'holter pressorio. Il progetto ha due obiettivi: monitorare i pazienti con valori pressori elevati e migliorare l'aderenza terapeutica degli ipertesi in trattamento farmacologico. I valori raccolti dall'holter pressorio con la telemedicina verranno trasferiti dalla farmacia ai cardiologi dell'Università di Brescia, che provvederanno all'interpretazione dei dati; il referto, stilato a distanza, verrà inviato alla farmacia che provvederà a consegnarlo al paziente». «Con questo progetto» dichiara la presidente di Federfarma Brescia, Clara Mottinelli «intendiamo mettere a punto un modello di farmacia dei servizi che, facendo perno sulle farmacie rurali, eroghi prestazioni sanitarie di secondo livello in regime privato, prestazioni che finora sono garantite solo nel settore pubblico. Abbiamo deciso di partire dalle farmacie periferiche perché è proprio qui che i pazienti sono lasciati più soli e proprio qui la farmacia è l'unico punto salute vicino alla popolazione. I dati raccolti da questo progetto nazionale calato nella realtà bresciana verranno analizzati e pubblicati dall'Università in collaborazione con la Simg».


Francesca Giani
discuti sul forum

ANNUNCI SPONSORIZZATI


Download Center

Principi e Pratica Clinica
Ansel - Principi di calcolo farmaceutico
vai al download >>

SUL BANCO